
Inutile ribadire il peso economico della filiera, che garantisce un indotto essenziale per aziende e famiglie; piuttosto è il momento di far comprendere che, così facendo, il nostro territorio non avrà più una bufala. Può sembrare un argomento irrilevante, ma pensiamo a come sarebbe Napoli senza il Vesuvio. Ecco, Castel Volturno è il centro del mondo per la mozzarella, grazie ad una bufala mediterranea che trova in questo territorio i nutrienti perfetti per un prodotto di eccellenza e bontà assoluta. Perdere tutto questo è inaccettabile, soprattutto se lo si sta facendo per bufale non infette da brucellosi e tubercolosi (malattie per le quali è prevista l’eradicazione).

Il logo del comune e le bufale, una volta orgoglio e forse tra poco solo un vago ricordo. La speranza è quella di continuare a far luce sulla questione e arrivare ad un rilevamento certo di brucellosi e tubercolosi, senza che a farne le spese siano anche capi del tutto sani, destinati al macello dietro l’ordine di un “abbattimento totale”.
Restiamo positivamente colpiti dall’interesse del Comandante Monaco e del Sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulé, presente alla consegna della tela.
Che sia uno sprono a mantenere alta l’attenzione rendendo la difesa della filiera della mozzarella di bufala una priorità per il territorio di Castel Volturno.
di Antonio Casaccio
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE
N°223 – NOVEMBRE 2021
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