
C’è una dovuta premessa da fare. Nel mezzo del marasma, di cui presto leggerete, c’è la disperazione degli allevatori e la consapevolezza che, seguendo questa strada, non ci sarà altro epilogo se non il crollo della filiera della mozzarella di bufala campana DOP. Occorre l’impegno di tutte le forze politiche, sanitarie ed economiche in campo per evitare una vera e propria tragedia, ma per farlo bisogna fare i conti con i tanti interrogativi ancora irrisolti e posti in questo speciale giornalistico.
Partiamo da un dato rilasciatoci dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno: nel 2020 sono stati abbattuti ben 14.109 capi bufalini, 3.709 di questi nella sola Castel Volturno; nel 2021 si prevede che il dato potrebbe pareggiare, o addirittura superare, quello dello scorso anno. Un trend in costante salita dettato dalla diffusione della brucellosi e della tubercolosi negli allevamenti bufalini, un’emergenza che sta uccidendo la filiera della mozzarella di bufala campana di area DOP. Ma perché, in tanti anni, malattie infettive come la brucellosi non sono ancora state eradicate?
L’Italia continua a essere multata in Europa per gli scarsi livelli di efficienza dei suoi piani di eradicazione e in questo rimbalzo di responsabilità sull’asse Regione Campania-Europa, a farci le spese sono gli allevatori… ma qualcuno ci starà pur guadagnando.
Il 625/2017 riguarda o no la brucellosi? Insomma: il gap e i dubbi normativi tra Unione Europea e Regione Campania sono di certo un dato di fatto. A questo si aggiunge il dramma ambientale che vivono alcuni territori del casertano che, come denunciato da Adriano Noviello, presidente dell’associazione di tutela della bufala mediterranea, vanno a creare gravi dinamiche per un’azienda colpita dalla brucellosi. Qual è il rischio di non riuscire nell’eradicazione della malattia? Per la d.ssa Ester De Carlo, direttrice sanitaria dell’IZSM, rischiamo di poter mangiare mozzarella di bufala solo in Campania, il che costituirebbe un danno inimmaginabile per la vita di migliaia di allevatori.
Davanti a questo scenario non c’è colore politico o business che tenga, la posta in gioco è troppo alta. Ora più che mai c’è bisogno della cooperazione di tutte le forze per evitare una tragedia economica e lavorativa che pare davvero imminente.
di Antonio Casaccio
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE
N°221 – SETTEMBRE 2021
La legge organica in materia di intelligenza artificiale (da qui in poi “AI”), approvata in via definitiva dal Senato il ...
Il Carnevale di Palma Campania è una manifestazione di antichissima tradizione, che assume una rilevanza centrale per la com...