
Con l’aumento dell’utilizzo dei social media, circolano anche sempre più fake news. Infatti, se l’aumento dell’uso dei social in Italia può essere visto come una buona notizia, dall’altro lato bisogna segnalare come le competenze digitali in Italia sono molto basse (i dati Eurostat del 2021 riportano come solo il 46% della popolazione italiana che naviga in rete possiede un livello base di competenze digitali).
Qualcosa si sta sicuramente muovendo: anche grazie al PNRR verranno spesi 27 miliardi di euro sulla digitalizzazione del paese (e siamo primi in Europa per l’importo pianificato da spendere). Ma nel frattempo, troppe, tante, persone rimangono in balia di tutti i pericoli e rischi della rete, fra cui spiccano sicuramente le fake news, ovvero le cosiddette bufale della rete.

Potremmo certamente dire che oggi le due parole più utilizzate quando si parla di notizie bufale sono sicuramente “manipolazione e disinformazione”. Perché ormai è evidente che determinate azioni hanno scopi molto più pericolosi di quanto possiamo immaginare e risvolti che possono durare anche sul lungo termine.
Notizie false, voci di corridoio o semplice distorsione della realtà non sono di certo una novità. Ma grazie ad internet e soprattutto all’aumento incontrollato dei social media, sono capaci di entrare in modo semplice e rapido in circolazione, riuscendo altresì a raggiungere un pubblico vasto.
I casi più eclatanti spesso riguardano argomenti molto controversi di attualità oppure notizie legate a personaggi pubblici: come riportato nell’infografica di ExpressVPN sulle fake news sui social, spesso personaggi celebri vengono associate a quest’ultime a loro insaputa e tali notizie tendono a circolare moltissimo sui social, anche a più riprese nel corso degli anni. A volte potrebbe trattarsi solo di un mero scherzo, ma spesso a monte di tutto ciò si cela una mirata volontà di disinformazione.
Di solito le fake news tendono a girare nei seguenti modi e canali:

Comprendere se ci si trova di fronte a una fake news non è sempre un processo semplice. A volte, ci sono fake news davvero ben articolate e che girano in rete da molti anni, come per esempio quella sul Blue Monday. In altri casi, diventano così tanto virali che visto che sono condivise da praticamente tutti, diventa difficile credere che siano delle menzogne.
Di solito, come per ogni notizia, non bisogna mai fermarsi al titolo: leggete sempre l’articolo e valutate il sito dove è stata pubblicata (è un sito affidabile o non l’avete mai sentito nominare?). Potete anche valutare come avete trovato questa notizia: un link condiviso sui social è sicuramente meno affidabile di un articolo pubblicato su un vero giornale online, per esempio. Così come bisogna diffidare da notizie che vi vengono inviate da contatti sconosciuti direttamente in chat, come su Telegram, WhatsApp o Facebook.
Oltre a ciò, il modo migliore per difendersi è cercare la notizia in questione su Google: in tal modo, il motore di ricerca ci mostrerà risultati simili e potremmo leggere l’eventuale notizia (se non è inventata) su più siti diversi e quindi avere una panoramica più generale. Insomma, la regola d’oro è non cedere all’impulso di credere a tutto ciò che si legge sul web e prendersi il tempo di fare un paio di ricerche in rete, per poter così validare la notizia.
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