
La disoccupazione, la dispersione scolastica, il razzismo, le discriminazioni di genere, le macro e micro criminalità uccidono ogni giorno il Bel Paese. Oggi, più che mai, occorre uscire da questo vortice inarrestabile, ma come? Fermandosi e riflettendo sull’importanza di fare “rete”, a partire dalle piccole associazioni, fino ad arrivare alle diverse istituzioni sociali.
Il concetto di Rete, in questo contesto, è inteso come la capacità di ogni singolo individuo nel creare un “legame” semplice e diretto verso ogni altro individuo, verso ogni cosa che lo circonda, verso ogni problematica sociale. Numerose sono le Associazioni e le Cooperative che condividono questo obiettivo, una fra queste è la Cooperativa Impresa Sociale A.R.S. nata in seno all’Associazione “Libera. Nomi e numeri contro le mafie” e in memoria di Alberto Vallefuoco, Rosario Flaminio e Salvatore De Falco, tre giovani innocenti uccisi dalla camorra a Casalnuovo di Napoli, un piccolo comune situato nell’area nord-est della provincia di Napoli. Come molte realtà campane, anche Casalnuovo è stato deformato dalla criminalità organizzata. Ciò si rispecchia essenzialmente in un esasperato abusivismo edilizio risalente a quei famosi anni ’80 del cosiddetto “boom edilizio”, che ha segnato un consistente aumento demografico, sfociando in una serie di problematiche sociali quali: abusivismo, corruzione, speculazione e edilizia.
La Cooperativa A.R.S., acronimo dei nomi dei tre giovani uccisi per mano della camorra, la cui presidente è la Dottoressa Angelica Romano, è un’impresa no profit, con sede a Casalnuovo di Napoli, nata con lo scopo di non dimenticare chi è vittima innocente della criminalità organizzata e per dimostrare che i luoghi inariditi dalla camorra e confiscati dallo Stato, possono essere trasformati e rigenerati, favorendo la ricrescita sociale, culturale ed economica del territorio.

Così dichiara la Presidente: «L’impegno di Ars sul territorio è quello di promuovere pratiche per uno sviluppo locale sostenibile e promuovere l’educazione alla legalità, intesa come giustizia sociale. Su un territorio come il nostro, troppi sono i diritti negati e spesso alle persone senza diritti si nega la stessa dignità. Rimettendo al centro delle nostre azioni le persone, a cominciare da quelle più fragili come i bambini, le donne e i soggetti in difficoltà, lavoriamo sul sentimento di rete e di comunità e sulla consapevolezza che la ricchezza è data dalle differenze e dalle diversità.»
La cooperativa è da sempre impegnata in prima linea contro la violenza di genere, organizzando seminari e attività laboratoriali con le scuole e le associazioni del territorio, tessendo quella rete di comunicazione e conoscenza condivisa, necessaria per far fronte a questa problematica. Altri seminari e laboratori sono stati organizzati per sensibilizzare su temi altrettanto importanti quali: la legalità, l’immigrazione, il razzismo, il cambiamento climatico, il bullismo, il cyberbullismo, l’hate speech. Inoltre, è costantemente impegnata con le scuole del territorio contro la dispersione scolastica, creando progetti e attività ludico ricreative come orti e fattorie didattiche, finalizzati alla promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
La cooperativa sociale in questi anni ha svolto un enorme lavoro, tuttavia sono ancora tanti gli obiettivi che vuole raggiungere con l’aiuto e l’assistenza della comunità e dei vari enti. Attraverso il sito web: www.arscooperativa.it e la pagina facebook “A.R.S. Cooperativa Sociale” è possibile essere informati sugli obiettivi futuri e sulle iniziative proposte dalla cooperativa.
Tessere relazioni e creare legami con altre realtà coltivando obiettivi comuni, risulta essere fondamentale per operare sinergicamente e creare trasformazioni sociali concrete e durature.
Siamo tutti consapevoli dei problemi che affliggono i nostri territori, le nostre case, le nostre scuole, ma quante e quanti fanno veramente qualcosa per cambiare la realtà, per aiutare “l’altro da noi”? È proprio il voler “cambiare le cose”, il voler essere utile per la comunità, che mi ha spinto a diventare volontaria del Servizio Civile Nazionale e della Cooperativa A.R.S..
Ho avuto la possibilità di scrivere questo articolo che mi vede coinvolta in prima persona, grazie al presidente “dell’Associazione Centro Studi Officina Volturno” Tommaso Morlando e al responsabile scientifico della redazione Informare, Ing. Angelo Morlando, i quali mi hanno dato la possibilità di scoprire e conoscere la loro Associazione.
Il magazine “Informare” è un vero esempio di onestà e di coraggio per tutti coloro che vogliono percorrere la strada della legalità e della verità, in un territorio complicato come quello campano. Dare voce ai giovani, dando loro la possibilità di esprimersi a 360 gradi sulle realtà che vivono, denunciando anche ciò che avvelena il nostro presente e il nostro futuro, rappresenta un esempio concreto di “fare rete”. Credo molto nel potere della conoscenza e dell’informazione trasparente e non veicolata, solo così possiamo sentirci liberi, liberi di scegliere, liberi di “essere rete”.
Partecipare attivamente a questa mission è un onore e collaborare con delle persone speciali come loro è un privilegio. Questo mio primo articolo coincide con l’edizione speciale numero 200 del magazine, per questo auguro a Tommaso, ad Angelo e alle ragazze e ai ragazzi che ogni giorno lavorano duramente per rendere “Informare” un esempio di trasparenza, di continuare a percorrere questa strada, l’unica che porta al vero cambiamento.
Auguro all’Associazione Centro Studi Officina Volturno, alla cooperativa A.R.S. e a tutte le Associazioni presenti sul nostro territorio, di non mollare mai, ricordando una celebre frase di Mahatma Gandhi: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.
di Mariagrazia Donna Amoroso
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