
“Fanno una campagna, loro, spacciata per aiuto alla lotta contro il Coronavirus, quando in realtà i soldi vanno a loro che si occupano di tutela dei diritti dei consumatori, che con il Coronavirus non c’entra un cazzo. “Ma stiamo scherzando? La gente che muore e voi chiedete i soldi per voi stessi”, ha dichiarato Fedez nelle sue storie. La smentita del Codacons è arrivata puntuale a poche ore dalla pubblicazione di quei video, che stando alla versione di Fedez, sono stati rimossi dal sistema a sua insaputa.
La campagna di raccolta fondi di Fedez e sua moglie ha fruttato in pochissimi giorni oltre 4 milioni di euro, una cifra frutto di donazioni da parte di 200mila persone in tutto il mondo. Ottenuta una cifra considerevole, sono partiti immediatamente i lavori per la realizzazione del nuovo reparto, ricavato in quello che in origine era il campo sportivo dell’ospedale San Raffaele. In appena 12 giorni, gli operai e l’azienda sono riusciti a realizzare un reparto di terapia intensiva supplementare, che già da questa settimana ha iniziato ad accogliere i pazienti Covid. La prima a muoversi contro questa, ma anche altre, raccolte fondi è stata l’Antitrust, l’autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha seganalato possibili costi occulti sulle iniziative di crowdfunding. Si tratterebbe di trattenute effettuate sule transazioni con carte di credito e di debito. Inoltre, a questa si aggiunge una commissione sulla donazione, che di default è del 10% e solo se l’utente si accorge può essere modificata.
In particolare, l’associazione ha chiesto a gran voce all’azienda ospedaliera di chiarire se la nuova terapia intensiva sia stata realizzata effettivamente con i proventi della donazione o se, invece, sia stata stata la struttura ad anticipare la somma, in attesa di ottenere la cifra promessa. L’associazione dei consumatori ha spiegato che le delucidazioni devono essere dati a tutela di chi ha eseguito il versamento, soprattutto in relazione alla quota effettivamente impiegata per la realizzazione del reparto. Il Codacons, quindi, ha espresso la volontà di conoscere quanto degli oltre 4 milioni è stato già elargito al San Raffaele e quanto, invece, resta ai privati. Dal canto suo, il Codacons chiede che le commissioni vengano immediatamente restituite a chi ha effettuato il versamento e ha nel contempo effettuato un esposto all’Antitrust e alla Procura di Milano, chiedendo di bloccare immediatamente le raccolte fondi effettuate tramite privati, convogliando i fondi sui conti della Protezione Civile.
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