
Lo scialatiello è un classico della cucina campana. Il nome degli scialatielli deriva dalla crasi di due parole della lingua napoletana, “scialare” (godere) e “tiella” (padella). Questo tipo di pasta è tipica di Amalfi. Essi sono listarelle più corte degli spaghetti, più larghe e di sezione rettangolare piuttosto irregolare. Sono tradizionalmente fatti a mano, farina, acqua e/o latte, formaggio grattugiato, basilico fresco tritato, sale e uova ma vengono anche venduti come formato di produzione industriale.
Il pioniere dello scialatiello è Enrico Cosentino. Egli è uno chef colto e appassionato, un mentore per tanti giovani che hanno raggiunto la Stella Michelin. Nel 1978, lo chef Cosentino, presentando gli scialatielli ad un concorso culinario in Calabria, conquistò il premio “Entremetier” dell’anno.
I responsabili dell’Istituto San Paolo di Sorrento gli hanno dedicato un tributo con un concorso su questa pasta: «A tavola con lo scialatiello di Enrico Cosentino tra tradizione e innovazione».
Giovani studenti provenienti dalla Campania, Sicilia, Puglia, Basilicata, Calabria, Abruzzo, Molise e Lazio si confronteranno a suon di ricette mercoledì prossimo, 23 marzo. Parteciperanno gli studenti degli ultimi due anni dei seguenti istituti:
Ognuno preparerà gli scialatielli abbinandoli a prodotti stagionali tipici della propria regione. Questo tipo di pasta viene venduta anche come formato di produzione industriale. La giuria, presieduta dalla dirigente del San Paolo, Amalia Mascolo, è composta da:
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