
Luigi De Magristris, politico ed ex sindaco di Napoli, torna a parlare del conflitto israelo-palestinese. L’articolo da lui scritto lo ritroviamo all’interno del blog “Il Fatto Quotidiano”, che riportiamo qui di seguito:
Solo i popoli del mondo mobilitandosi e lottando possono fermare il genocidio dello Stato d’Israele contro la Palestina e le palestinesi e i palestinesi. Solo i popoli del mondo possono fermare i governanti che pensano di giocare a Risiko mentre ci portano dritto dritto all’inferno della terza guerra mondiale. Bisogna mobilitarsi con forza e rapidità, perché abbiamo governanti senza cuore e con un intelletto mediocre.
In Palestina abbiamo superato i 30.000 morti, di cui 10.000 bambini, migliaia di feriti, ospedali, scuole e case distrutte, oltre un milione di deportati in fuga, blocco di aiuti umanitari, carestia per fame e sete, malati non curati, centinaia di operatori sanitari e dell’informazione uccisi. Un genocidio per cui dovranno essere processati nei tribunali secondo il diritto internazionale non solo vertici istituzionali, politici e militari dello Stato d’Israele, ma anche tutti coloro che soprattutto in Occidente hanno sostenuto economicamente e militarmente Israele.
Trattandosi di delitto perseguibile d’ufficio anche la magistratura italiana dovrebbe indagare per concorso in genocidio esponenti di governo e responsabili delle aziende che hanno fornito armi, tecnologia militare e sostegno economico a chi sta materialmente consumando il crimine di guerra. Così come benissimo fanno studentesse e studenti a pretendere la fine delle cooperazioni delle università italiane con le aziende che trafficano con Israele.
Deve terminare l’occupazione criminale della Palestina e il popolo palestinese deve poter ritornare nelle sue terre originarie come nelle cartine di un secolo fa e decidere loro la forma di stato e di governo che vogliono darsi. Sono i popoli che si autodeterminano. Il primo giorno di pace sarà l’ultimo giorno di occupazione.
L’Italia ha poi già violato la Costituzione anche nella guerra in Ucraina, inviando armi ed entrando di fatto in guerra: l’articolo 11 ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. L’Europa ha speso oltre 500 miliardi per armare l’Ucraina, Putin non si è indebolito con le sanzioni, le vittime sono oltre 500.000, l’Europa è più debole e subalterna militarmente ed economicamente agli Stati Uniti. Bisogna avere il coraggio di parlare di pace e proporre una soluzione negoziata del conflitto e mobilitarsi prima che scoppi l’innesco senza ritorno tra Nato e Russia. I bugiardi governanti che ci dicono sempre che non ci sono soldi poi per le armi li trovano sempre. I popoli soffrono e perdono con le guerre, i potenti si arricchiscono e consolidano il loro potere.
Impugniamo la pace e facciamo sentire la forza della pace contro l’orrore della guerra. Uniamo i popoli per salvare il pianeta, la natura, l’ecosistema, per la ricerca, contro le malattie, per il progresso, per la vita, siamo tutte sorelle e tutti fratelli abitanti pro tempore della terra, abbattiamo pacificamente con le armi della cultura e del diritto un sistema fondato sulla violenza della guerra, del razzismo, del profitto, dei forti contro i deboli, delle mafie. È il momento di unire gli oppressi contro gli oppressori, ad iniziare dalla Palestina che è la madre di tutte le battaglie degli oppressi contro gli oppressori.
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