
Nella cornice messicana dell’Autodrómo Hermanos Rodríguez il caloroso e colorato pre gara animato dagli appassionati di Formula 1 riscalda l’ambiente prima dello spegnersi dei semafori. 71 giri e 4.304 metri a disposizione di Max Verstappen e Lewis Hamilton per guadagnare punti nella lotta al titolo. Acclamato dagli spalti è ovviamente il padrone di casa, Sergio Perez, che in griglia di partenza occupa solo il 4° posto.
L’ottimismo e le strategie in casa Mercedes hanno avuto vita breve in questo Gran Premio di Città del Messico: partite nelle prime due posizioni in griglia le due frecce argento non hanno saputo tenere a bada uno strabiliante Max Verstappen. La disastrosa partenza del numero 77 Mercedes – che dopo un testacoda si è scontrato con la McLaren di Ricciardo – non solo ha permesso al giovane olandese di guadagnare ben due posizioni, ponendosi così alla guida di questo GP, ma anche bloccato Lewis Hamilton in seconda posizione, habitué ormai per il britannico in vera difficoltà nella lotta contro il numero 33 della RedBull.
I problemi in partenza non sono però solo in Mercedes: out l’AlphaTauri di Tsunoda e la Haas di Schumacher. I danni collaterali dello scontro Bottas-Ricciardo colpiscono, senza creare troppi problemi, la Rossa di Sainz che perde così posizioni. Al termine del regime di Safety Car – conclusosi al 5° giro – la griglia vede Verstappen al comando con al seguito Hamilton, Perez, Gasly, Leclerc, Giovinazzi e Carlos Sainz.
È il 34° giro quando Verstappen, successivamente a Hamilton, rientra ai box e scatena così la bolgia del Rodriguez per il primo posto momentaneo di Checo Perez. Dopo lo switch di posizione delle RedBull, Lewis Hamilton non dà segno di arrendersi: “ditemi dove sono più veloci” sono le parole del pluricampione che animando i team radio continua insistentemente ad avvicinarsi alla prima posizione di Super Max anche se il distacco con l’andare dei giri aumenta passando, in soli tre giri, da 11.048 a 12.191.
Mentre crollano le prestazioni della Ferrari di Leclerc e il graining aumenta sull’anteriore sinistra ad avvicinarsi all’avversario è Perez che, con il giro veloce di 1:19.460, diminuisce il gap da Lewis portandosi a 5.505. Dal muretto Mercedes il silenzio la fa da padrone interrompendosi solo per le brutte notizie: “Perez dovrebbe arrivare negli ultimi giri”.
Intanto che Verstappen vola via in solitaria e Perez bracca Hamilton, ad attirare l’attenzione è la lotta tra le due Ferrari. Dai box chiedono a Charles di lasciar passare il compagno di scuderia, in condizioni decisamente migliori rispetto al monegasco. Ma proprio quest’ultimo sembra fare i capricci e al muretto della Rossa arrivano le lamentele di Carlos Sainz “credo che Charles faccia tanti errori per tenermi dietro”; in curva 6 però Leclerc lascia la posizione permettendo al compagno di scuderia di puntare nel mirino l’AlphaTauri di Gasly.
L’intensità sul circuito di Città del Messico è alta e l’adrenalina si concentra decisamente nella lotta per il secondo posto tra Lewis e Checo. Il messicano ha provato fino all’ultima curva, mentre un Super Max Verstappen tagliava il traguardo, a prendere il posto della monoposto Mercedes e sorpassare così la scuderia anche nel Mondiale Costruttori ma, fortunatamente per Hamilton, la seconda posizione e qualche speranza è ancora accesa in vista dei prossimi appuntamenti. A fare dei piccoli passi in avanti nel Mondiale Costruttori è la Ferrari che strappa la posizione alla McLaren oggi decisamente anonima in pista.
Aumentando il gap e portandosi a +19 nella corsa al titolo, Max Verstappen conquista per la terza volta in carriera il GP di Città del Messico. La festa in casa RedBull strizza l’occhio anche alla classifica costruttori perché, nonostante il beffardo punto addizionale conquistato da Bottas per il giro più veloce, la scuderia si porta a -1 dalla Mercedes. Decisa a prendersi tutto la scuderia austriaca attende con ansia gli ultimi quattro appuntamenti per poter incoronare Campione del Mondo il giovane Max. Occhio alla pista: il prossimo weekend si corre in Brasile!
di Rossella Schender
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