
È l’America ad ospitare il diciassettesimo appuntamento di Formula 1 con il Gran Premio di Austin. Con i suoi 5,513 chilometri e le sue 20 curve, il circuito delle Americhe ha attratto durante tutto il weekend ben 400mila spettatori, segnando un nuovo record nella storia mondiale della F1. Alle 21:00 (orario italiano) lo spegnimento dei semafori per l’avvio di una gara ad altissima intensità. Un testa a testa tra i soliti due. Verstappen contro Hamilton, Red Bull contro Mercedes: un solo titolo mondiale e solo altri 5 circuiti per assegnarlo.
La spunta Max Verstappen nella qualifica notturna di sabato, portandosi a casa il ruotino Pirelli del poleman. Si posiziona in griglia alle sue spalle il britannico Lewis Hamilton, seguito dall’altra Red Bull di Sergio Perez. Cambio motore per Valtteri Bottas, che parte nono con cinque posizioni di penalità, e per Sebastian Vettel e George Russell, che partono, invece, dal fondo. Completa la seconda fila insieme all’11 della Red Bull, Charles Leclerc, seguito dal suo compagno di squadra. In ordine per le posizioni successive: Ricciardo, Norris, Gasly, Tsunoda, Ocon, Giovinazzi, Alonso, Stroll, Latifi, Raikkonen, Schumacher, Mazepin.
Ottima la partenza di Lewis Hamilton che, dopo un ruota a ruota con lo sfidante Max Verstappen, conquista la prima posizione. L’olandese non molla e si mette all’inseguimento, mantenendo costante un distacco inferiore al secondo dal 44 Mercedes. Buono l’avvio anche delle McLaren, che iniziano da subito a battagliare con le Ferrari. Unico contatto in partenza quello tra Latifi e Stroll, che porta ad un testacoda di quest’ultimo.
Funzionale la tattica della Red Bull, che anticipa il pit stop di Max Verstappen all’11esimo giro per provare a riconquistare la lead del Gran Premio. Verstappen rientra in pista in quarta posizione, a meno di 20 secondi dal britannico in prima fila. Tre giri più tardi, Lewis Hamilton effettua il pit stop e rientra alle spalle del 33. Sei secondi a separare i due piloti, come i sei punti che li distanziano in classifica. Scacco matto dei motorizzati Honda, che mettono in fuga il primo pilota.
Entrambe le vetture con gomma dura, che risulta essere più prestazionale per la Mercedes: Lewis, infatti, inizia a martellare e recupera secondi su Max Verstappen. Di pronta risposta, la Red Bull ripete in fotocopia l’undercut precedente, anticipando il pit stop di entrambi i piloti, rispettivamente al 30esimo e al 31esimo giro. Il Re Nero attende, posticipando il rientro ai box al 38esimo e rientrando così alle spalle di Verstappen con un gap di +8.700 secondi.
Il 7 volte campione del mondo si mette nuovamente all’inseguimento del suo avversario, arrivando alle sue spalle negli ultimi 3 giri. Purtroppo per le frecce d’argento, The Hammer riesce a mettersi in zona DRS solo nel giro finale, non riuscendo a riconquistare la prima posizione. Unica consolazione, il punto addizionale del giro veloce.
Buona la gara di Charles Leclerc che conserva dal primo all’ultimo giro la quarta posizione, difendendola dalla McLaren di Ricciardo costantemente alle spalle del monegasco. Non una gara fortunata, invece, per Carlos Sainz, compromesso da un errore ai box durante il secondo pit stop. Nota positiva, però, è aver mantenuto la posizione su Lando Norris. I ferraristi concludono il Gran Premio di Austin rispettivamente in quarta e settima posizione.
L’appuntamento negli Stati Uniti termina, quindi, con questi risultati: Verstappen, Hamilton, Perez, Leclerc, Ricciardo, Bottas, Sainz, Norris, Tsunoda, Vettel, Giovinazzi, Stroll, Raikkonen, Russel, Latifi, Schumacher, Mazepin, Alonso, Ocon, Gasly.
Partenza straordinaria di Hamilton, strategia perfetta per Verstappen. Un mondiale di botte e risposte che continua a regalare un testa a testa imprevedibile ogni weekend. Oggi l’ha spuntata l’olandese, che si posizione a +12 in classifica piloti, lasciando al contendente l’amaro in bocca di un’occasione persa. Domani chissà. Per scoprirlo, il prossimo appuntamento in calendario è a Città del Messico nel weekend 5-7 novembre.
di Silvia De Martino
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