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I semi di Chia: un efficace rimedio contro l'ipertrigliceridemia

Redazione Informare
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4 aprile 20195 min di lettura

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I semi di Chia: un efficace rimedio contro l'ipertrigliceridemia

Indice (5)

  • 1La trigliceridemia è la concentrazione di trigliceridi nel sangue, pertanto, la presenza di elevati livelli è un classico indice di rischio cardiovascolare.
  • 2Negli ultimi anni, i semi di chia (Salvia hispanica) stanno riscuotendo un grande successo presso i consumatori di frutta secca
  • 3Studi scientifici dimostrano che il rapporto ω3:ω6 nella nostra dieta, ideale per controllare i livelli di trigliceridi ematici e prevenire, quindi, rischi cardiovascolari, deve essere di 1:4.
  • 4Tali soggetti sono stati suddivisi in tre gruppi:
  • 5È utile sapere che per massimizzare gli effetti dei semi di chia basterebbe macinarli preventivamente al consumo, a patto però che vengano inghiottiti all’istante.

La trigliceridemia è la concentrazione di trigliceridi nel sangue, pertanto, la presenza di elevati livelli è un classico indice di rischio cardiovascolare.

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Prof. Gian Carlo Tenore

Concentrazioni troppo alte di trigliceridi (superiori a 200 mg/dL) sono indicative di una maggiore suscettibilità allo sviluppo di malattie, come l’infarto, le coronaropatie, l’angina pectoris, l’aterosclerosi, l’ictus, ecc.

Conoscere la concentrazione sanguigna dei trigliceridi, assieme alla quantificazione del colesterolo totale, delle LDL e delle HDL, permette di stabilire il rischio cardiovascolare di un individuo.

Negli ultimi anni, i semi di chia (Salvia hispanica) stanno riscuotendo un grande successo presso i consumatori di frutta secca

Infatti, questi semi originari del Sud America, stanno guadagnando una crescente fetta di mercato, insieme alle più classiche noci, nocciole, mandorle e pistacchi.

Dal sapore delicato, che li rende gradevoli tal quali o come ingredienti di diverse ricette, i semi di chia presentano proprietà benefiche già note alle civiltà precolombiane.

Il loro contenuto di calcio è cinque volte superiore a quello del latte, l’apporto di vitamina C è sette volte superiore rispetto a quello delle arance, il contenuto di potassio è doppio rispetto alle banane e la presenza di ferro tripla rispetto agli spinaci.

Naturalmente ricchi di proteine ad elevato valore biologico, e di antiossidanti, presenti in quantità quattro volte superiore rispetto ai mirtilli, i semi di chia sono ritenuti in grado di svolgere un’azione di controllo della glicemia ematica e di regolare la pressione arteriosa.

Non in ultimo, è importante il loro elevato apporto di fibra che contribuisce alla pulizia dell’intestino e a favorire il suo funzionamento.

Recentemente, una grande attenzione è stata rivolta all’apporto da parte dei semi di chia di acidi grassi polinsaturi della serie omega 3 (ω3) ed omega 6 (ω6).

Studi scientifici dimostrano che il rapporto ω3:ω6 nella nostra dieta, ideale per controllare i livelli di trigliceridi ematici e prevenire, quindi, rischi cardiovascolari, deve essere di 1:4.

Purtroppo, tale rapporto nella dieta del mondo occidentale è molto sbilanciato (da 1:10 a 1:30), e pare che ciò sia la principale causa di morte per infarti ed ictus.

Ebbene, l’elevato apporto di ω3, rispetto agli ω6, da parte dei semi di chia (circa 4:1) ha reso tali semi una delle armi naturali più efficaci per cercare di contrastare tale squilibrio e ripristinare il giusto rapporto ω3:ω6 nella nostra dieta.

Purtroppo, l’unico problema che tali semi presentano deriverebbe dalle loro piccole dimensioni e, quindi, dalla loro scarsa facilità di masticazione.

Insomma, tali semi verrebbero inghiottiti quasi esclusivamente interi, impedendo ai loro preziosi nutrienti, e soprattutto agli ω3 ed ω6, di essere liberati a livello intestinale e, quindi, di essere assorbiti nel circolo sanguigno.

Pertanto, l’unica soluzione sembrerebbe essere quella di macinarli prima di essere consumati.

Tuttavia, una volta macinati, i semi di chia andrebbero immediatamente consumati, prima che i loro delicati ω3 ed ω6, estremamente suscettibili di ossidazione all’aria e alla luce, facciano irrancidire il macinato, trasformandolo in un prodotto altamente tossico.

I laboratori NutraPharmaLabs del Dipartimento di Farmacia, Università Federico II di Napoli, hanno recentemente condotto uno studio clinico, che ha coinvolto 150 soggetti sani con lieve ipertrigliceridemia.

Tali soggetti sono stati suddivisi in tre gruppi:

Un gruppo A, che ha consumato 5 grammi/al giorno di semi di chia interi, per 30 giorni;
Uno B, che ha consumato 5 grammi/al giorno di semi di chia macinati, per 30 giorni;
Uno C, che ha consumato 5 grammi/al giorno di semi di chia macinati, racchiusi in capsule gastroresistenti, per 30 giorni.

I risultati ottenuti hanno dimostrato che i semi di chia macinati sono in grado di far diminuire la trigliceridemia in modo superiore rispetto a chi aveva consumato i semi di chia interi.

Tuttavia, il gruppo che aveva assunto i semi di chia macinati, racchiusi in capsule gastroresistenti, dimostrava un ancor più importante diminuzione della stessa trigliceridemia.

Probabilmente, le capsule avevano protetto gli ω3 ed ω6 dei semi macinati, non solo dall’ossidazione all’aria e alla luce, ma anche dall’aggressione da parte dei succhi gastrici.

In conclusione, i semi di chia rappresenterebbero un’alternativa naturale utile per controllare attraverso la dieta, a dosi quotidiane relativamente modeste, i livelli ematici di trigliceridi, e, quindi, efficaci per la prevenzione del rischio cardiovascolare.

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È utile sapere che per massimizzare gli effetti dei semi di chia basterebbe macinarli preventivamente al consumo, a patto però che vengano inghiottiti all’istante.

Per chi non fosse in grado di rispettare tale condizione, ma anche per moltiplicare gli effetti salutistici di tali semi, cosa particolarmente interessante per chi soffre di alti livelli ematici di trigliceridi, è possibile reperire in farmacia un formulato a base di semi di chia macinati, inclusi in capsule gastroresistenti.

Un ennesimo ritrovato della Nutraceutica, al servizio della salute di chi ricerca alternative naturali a supporto della classica terapia farmacologica.

di Gian Carlo Tenore

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°192 – APRILE 2019

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  • #farmacia
  • #Federico II Napoli
  • #medicina
  • #semi di chia
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Magazine mensile, gratuito, di promozione culturale edito dal "Centro Studi Officina Volturno", associazione di legalità operante in campo ambientale, sociale e culturale.

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