
Il campionato di Serie A è iniziato da poche settimane dopo una pausa estiva che, nonostante gli Europei e le Olimpiadi, è sembrata come sempre troppo lunga agli appassionati di sport. Il calcio è lo sport più seguito in Italia, e tra le tante cose per le quali gli italiani sono noti all’estero c’è anche la fortissima fede calcistica. Tanto trasporto e passione fanno spesso dimenticare come, in fin dei conti, il calcio sia solo un gioco: le stesse regole che valgono sui più celebri campi del mondo valgono nelle partite tra amici in strada o al campetto del quartiere. Lo stesso potrebbe dirsi di tantissimi altri sport che sono vissuti in maniera talmente intensa da mettere in secondo piano il loro aspetto di gioco. Pallacanestro, pallavolo, baseball: gli esempi potrebbero continuare a lungo, tutti accomunati dall’essere giochi che si sono evoluti in qualcosa di più attraverso step spesso imprevedibili. Questo è anche il caso del poker.
Al poker si associa normalmente un tavolo in una lussuosa sala di qualche casinò, o molto più semplicemente una partita tra amici. Insomma, si pensa quasi sempre al poker evocando il suo lato di gioco. Ma nella realtà di oggi, come ben sanno gli appassionati, il poker è vissuto principalmente come un evento sportivo: tornei annuali, qualificazioni, classifiche e statistiche aggiornate, partite trasmesse in diretta commentate da esperti. Come si è arrivati da un “semplice” gioco di carte a uno sport tanto partecipato?
Ripercorrere la nascita del gioco è superfluo, basti sapere che il poker come lo conosciamo comincia a essere attestato con frequenza negli Stati Uniti dell’800. È in tale contesto che comincia la sua evoluzione, testimoniata dal fatto che il gioco si arricchisce di numerose e differenti varianti. Spesso prendono il nome da territori statunitensi, come nel caso delle varianti Texas Hold’Em o del poker Omaha, ma più che altro cominciano a differenziarsi regole ben precise da rispettare durante incontri non più improvvisati. Basti pensare alle differenze tra community card, che raccoglie le varianti con carte condivise, draw poker e stud poker.

Nella prima metà del ‘900, in particolare nell’Ovest degli Stati Uniti, progressivamente il poker inizia ad apparire con regolarità nelle case da gioco organizzate. Ancora non si può parlare di sport, ma sicuramente nemmeno di semplice gioco: ci sono regole precise, varianti dettagliate e rigorosamente rispettate, e anche i giocatori cominciano a diventare dei volti noti, iniziando a far emergere la figura del giocatore professionista.
Il punto di svolta arriva negli anni ’70, quando un casinò di Las Vegas decise di organizzare il primo torneo ufficiale di poker invitando i più noti giocatori professionisti. È stata la prima edizione di quello che col tempo è diventato il World Series of Poker, il più importante appuntamento annuale del poker sportivo mondiale. All’epoca, comunque, il valore dell’evento fu principalmente quello di essere la prima vera esperienza sportiva per il poker: i giocatori più in vista si sfidarono in uno stesso torneo con diverse varianti, includendo regole del poker Texas Hold’Em e dello stud poker.
Negli anni successivi i tornei, ormai una realtà con un certo seguito, cominciano a essere trasmessi in televisione, ovviamente commentati con le stesse modalità di qualsiasi torneo sportivo. Si tratta di un altro dei passaggi fondamentali nell’evoluzione del poker da gioco a sport, proprio perché i tornei di poker cominciano a essere percepiti in termini sportivi anche nella cultura popolare. Qualcosa che è ben noto anche alle nostre latitudini, dove fino a una decina di anni fa si potevano trovare trasmissioni televisive dedicate alla trasmissione degli incontri di poker, ultimi colpi di coda del boom televisivo del poker sportivo di metà anni 2000.
Anni nei quali, in Italia ma più in generale in tutto il mondo, il poker ha simbolicamente compiuto la sua evoluzione in sport: le trasmissioni coprivano ormai non solo i più importanti tornei annuali, ma anche gli appuntamenti meno noti al grande pubblico. Le telecronache erano gestite da due voci, quella del telecronista principale e quella del commentatore tecnico, normalmente un ex professionista della disciplina. Ancora oggi, quando trasmessi in streaming, i tornei di poker sportivo rispettano i medesimi standard di commento; del resto, col passare del tempo sono sempre più numerosi i giocatori professionisti che possono prestarsi al commento.
Se oggi il poker è uno sport non lo è di sicuro per caso: è stato capace di evolversi nel corso del tempo, passando da semplice gioco a una vera e partecipata disciplina sportiva.
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