
Una carriera che inizia negli anni ’80 e che ha un’evoluzione sempre più intensa, Biagio Izzo è ormai uno dei volti più noti dello spettacolo italiano. Dal cinema, con l’ultimo film per la regia di Sergio Rubini “I fratelli De Filippo”, nel quale rappresenta magistralmente il personaggio di Vincenzo Scarpetta, alla televisione con importanti show Rai in prima serata come “Tale e quale show” o “Stasera tutto è possibile”. TV e cinema non sono però gli unici campi d’azione, Biagio Izzo è, infatti, al teatro con i nuovi spettacoli “Tartassati dalle tasse” regia di Eduardo Tartaglia e “Due vedovi allegri” regia di Carlo Buccirosso.
Un attore capace di far sorridere ed emozionare il suo pubblico grazie alla sua allegria, al suo umorismo ed alla sua veracità, passando dal grande schermo fino al confronto diretto con il pubblico senza mai perdere la costanza e l’entusiasmo che lo contraddistingue in ogni sua rappresentazione. In occasione dello spettacolo “Due vedovi allegri” al Teatro Augusteo di Napoli, abbiamo avuto il piacere di confrontarci con lui, facendo un’analisi sull’evoluzione della tradizione teatrale napoletana e su quelli che sono gli aspetti, anche più drammatici, che il mondo dello spettacolo, in questo periodo, è costretto ad affrontare.
«Faccio tutto con grande passione e amore ed è l’unica vera forza che mi fa andare avanti. La mia “casa”, l’ambiente più adatto a me è il Teatro, a cui do sempre priorità assoluta rispetto al cinema o alla televisione; ma comunque svolgo ogni mio lavoro con tanta dedizione ed è questo il segreto per riuscire ad incastrare tutto».

«Quest’anno è stato un’emergenza perché con l’arrivo della pandemia ho dovuto lasciare dei lavori indietro che poi ho recuperato appena le cose si sono calmate, anche se non lo sono ancora del tutto. Quest’anno è stato molto pieno, ma a causa di questa situazione covid, ci siamo ritrovati con tante cose accavallate, nonostante la minuziosa organizzazione. Fare “troppe cose” non è mai buono perché si disperde energia ed io sono uno che si dedica molto in ogni cosa che fa, mi sono concentrato davvero tanto nell’ultimo anno cercando di svolgere ogni cosa che facevo con la stessa grinta e passione.
Mi piacerebbe tornare a lavorare con più tranquillità, come ho sempre fatto prima della pandemia, ma bisogna restare al passo con i tempi e quindi impegnarsi ancora di più. Sono molto legato a tutti i lavori che svolgo, anche la cosa che può sembrare “più stupida”, perché faccio tutto con amore e se non mi diverto o so di non riuscire a dare il massimo, preferisco non svolgere il progetto».
«Il pubblico è pubblico, anzi io penso che le persone che vengono a teatro oggi, compiono un grande atto d’amore nei confronti del personaggio che sei. Essere lì, in platea, per quasi tre ore con la mascherina, arrivando anche prima per il controllo green pass, è davvero un grande sacrificio ed io ci tengo particolarmente a ringraziare ogni persona perché non è assolutamente scontato. Vedere le platee piene, mi riempie il cuore di gioia ogni volta».
«Il Teatro ed il Cinema sono lo specchio della realtà che viviamo. Passano gli anni, cambiano le mode e di conseguenza si evolve anche lo spettacolo, ma cerchiamo di restare al passo con i tempi. Io sono figlio di quella tradizione, che seppur evoluta, resterà sempre di Scarpetta, di De Filippo, di Totò; una tradizione meravigliosa da far invidia a tutta Italia, perché nessun’altra può essere alla pari. Viva Napoli e viva la tradizione campana».

«Ho da recuperare “Tartassati dalle tasse”, con moltissime date in giro per l’Italia, e da continuare lo spettacolo con Buccirosso “Due vedovi allegri”. Ho avuto due proposte per il cinema che ho dovuto accantonare per non incastrare troppe cose. In queste settimane sto registrando “Stasera tutto è possibile” in Rai e partiranno da gennaio/febbraio, e poi mi dedico al Teatro che è la mia grande passione e continuerò a farlo per tutto l’anno. Per il cinema aspettiamo un po’ e vediamo cosa succede. Cerchiamo di fare bene tutto e di rimetterci in carreggiata».
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