
NOTA DELLA REDAZIONE
In continuità con le nostre inchieste sul sistema depurativo campano, abbiamo condotto un sopralluogo sull’impianto di depurazione di Acerra (uno dei 5 grandi impianti che scaricano nei Regi Lagni).
Risultano evidenti gli interventi già eseguiti ed è possibile essere ottimisti per un ulteriore miglioramento della qualità degli scarichi.
L’esito degli interventi su tutti i grandi impianti di depurazione potranno essere verificati a breve, cioè in concomitanza dell’inizio della prossima stagione balneare (aprile 2022).
Da oltre 20 anni proponiamo un punto di osservazione diretto alla foce dei Regi Lagni e quanto da noi denunciato è ormai più che accertato. L’ulteriore buona notizia riguarda l’installazione dell’essiccamento termico che monitoreremo nei prossimi mesi ma siamo già certi che produrrà enormi benefici sul “sistema fanghi”.
Riportiamo in allegato l’articolo a firma dell’ing. Angelo Morlando apparso sul Magazine Arpa Campania nel lontano 2008. Lo studio originale è del 2003. Circa 20 anni fa, quindi, si esponevano chiaramente i benefici dell’essiccamento termico.
2008_GIUGNO_LUGLIO_ARPAC_FANGHI_DEPURAZIONE (1)
1. Premessa
La presente relazione illustrativa ha lo scopo di fornire un quadro generale inerente all’impianto di depurazione delle acque reflue urbane denominato “Acerra”, sito in Caivano (NA) e gestito per conto della Regione Campania dalla società Consortile Akerus a r.l., ed ai lavori di adeguamento e rifunzionalizzazione da quest’ultima effettuati nell’ambito del “Grande Progetto risanamento ambientale e valorizzazione dei Regi Lagni – Rifunzionalizzazione e adeguamento delle sezioni di trattamento dell’impianto di depurazione Acerra”.
2. Inquadramento storico e territoriale
L’impianto di depurazione “Acerra” è uno degli impianti realizzati nell’ambito del Progetto Speciale n°3 (PS3) per il disinquinamento del Golfo di Napoli; l’elaborazione tecnica e l’attuazione del progetto furono affidate alla Cassa per il Mezzogiorno (CASMEZ).
Tutti gli impianti del PS3 furono progettati per rispettare in uscita i limiti imposti dalla Legge n. 319 del 10 maggio 1976 (Legge Merli) ad eccezione dei limiti sui composti dell’azoto, per i quali si agiva in deroga.
Entrato in esercizio nel 1980, il depuratore Acerra è al servizio del comprensorio Acerra–Pomigliano, che ha un’estensione di circa 195 km2 e comprende i seguenti Comuni: Acerra, Afragola, Arienzo, Arpaia, Caivano, Casalnuovo, Casoria Est, Cervino, Forchia, Pomigliano d’Arco, San Felice a Cancello, Santa Maria a Vico, appartenenti alle province di Napoli, Benevento e Caserta. Inoltre, nell’ambito dello stesso comprensorio ricadono le aree industriali di Acerra e di Pomigliano d’Arco.
La finalità dell’impianto è quella di recepire e trattare i liquami fognari del comprensorio, addotti allo stesso attraverso una rete di collettori ed infrastrutture fognarie, ed è progettato per il trattamento di acque reflue di tipo “urbano”.
La rete di collettori comprensoriali, a sua volta alimentata dalle reti fognarie comunali non in gestione Akerus, recapita le acque di scarico all’impianto di depurazione; più in particolare le infrastrutture in gestione alla Akerus S.c. a r.l. sono così di seguito sintetizzabili:
Le acque del comprensorio sono addotte all’impianto di depurazione attraverso i due collettori fognari terminali, denominati:
Le acque trattate in uscita dall’impianto sono immesse nel corpo idrico superficiale Regi Lagni, che non è in gestione alla scrivente e rappresenta il punto di recapito finale dell’effluente.
Nel susseguirsi degli anni l’assetto impiantistico dell’impianto, progressivamente obsolescente, è rimasto invariato ed il processo depurativo non risultava più adeguato per il rispetto dei sopraggiunti limiti imposti dalla normativa ambientale per gli scarichi idrici (All. 5 alla Parte III del DLgs. 152/2006 e s.m.i). Questo ha determinato condizioni di criticità che hanno condotto la Regione Campania nel 2014 a bandire lavori di adeguamento strutturale dell’impianto.
3. Schema impiantistico pre-rifunzionalizzazione
Il processo di depurazione attuato all’interno dell’impianto di depurazione Acerra era quello classico a fanghi attivi, che può essere schematizzato nel modo seguente:
– linea acque
– linea fanghi
La linea acque è composta da due stadi: trattamento primario e trattamento secondario.
Il trattamento primario consiste in una serie di operazioni preliminari finalizzate all’eliminazione di materiali grossolani, grassi, olii, sabbia e altri solidi sedimentabili.
In particolare, esso include le fasi di:
Il trattamento secondario ha la funzione di ossidare per via biologica (fanghi attivi) le sostanze organiche biodegradabili, di rimuovere per sedimentazione i fanghi prodotti ed infine di provvedere alla disinfezione delle acque in uscita.
In particolare, esso include le fasi di:
L’aria compressa, necessaria alla fase di ossidazione biologica, è ottenuta impiegando 4 compressori.
Si ritiene utile evidenziare che la linea acque è stata pensata, progettata e realizzata esclusivamente per la rimozione di sostanze organiche biodegradabili (espresse mediante i parametri COD e BOD5) e di solidi sospesi (espressi mediante il parametro SST).
La linea fanghi consiste in una serie di operazioni finalizzate al trattamento dei fanghi.
In particolare, essa prevede le fasi di:
All’atto del subentro della Akerus nel marzo 2018 risultavano dismessi ed abbandonati sia la linea di digestione anaerobica dei fanghi che le successive linee di trattamento ed utilizzo del biogas.
4. Lavori di rifunzionalizzazione
Il progetto di adeguamento dell’impianto di depurazione Acerra ha previsto le seguenti nuove opere sulla linea acque:
Sono inoltre previsti i seguenti interventi sulla linea fanghi, mirati ad attuare procedure di smaltimento finale maggiormente eco-compatibili, in virtù della miglioria sanitaria e dal punto di vista di biodegradabilitá del fango conseguente alla digestione anaerobica e, soprattutto, mediante la riduzione dei quantitativi di rifiuti prodotti:
A tali attività strutturali si affiancano interventi di rifunzionalizzazione delle strutture esistenti, nonché la realizzazione di varie stazioni di trattamento aria, per la captazione e la purificazione delle emissioni gassose dovute ai trattamenti.
Tutto l’impianto é dotato di un sistema di telecontrollo e gestione remota, mirato a favorire una migliore conduzione ed una maggiore affidabilità complessiva del sistema.
5. Criticità in merito alla portata influente
All’atto del subentro della Akerus s.c. a r.l. nella gestione dell’impianto, al fine di accertare l’entità e l’andamento della variazione giornaliera e stagionale della portata media nera influente all’impianto, in accordo con la Regione Campania, nell’agosto 2019, si è dato inizio ad un monitoraggio della portata idraulica.
A tale scopo sono stati installati dei misuratori di portata, collocati sui collettori esterni in ingresso al depuratore, adeguatamente calibrati e certificati; sulla base dei dati acquisiti durante tale periodo di monitoraggio, è stato subito evidente un trend in crescita dei valori di portata.
Allo scopo di valutare anche eventuali scostamenti qualitativi, in aggiunta a quelli quantitativi già accertati, rispetto alle previsioni, Akerus ha commissionato uno studio finalizzato all’analisi dei carichi inquinanti influenti nell’impianto di depurazione di Acerra. Sono, quindi, stati analizzati, attraverso una modellazione statistica, i valori relativi al periodo 2015-2019 degli scarichi provenienti da insediamenti di tipo residenziale nel comprensorio Acerra-Pomigliano, trascurando gli ulteriori apporti derivanti dalle portate meteoriche e/o industriali. Sulla base dell’andamento statistico della popolazione nel periodo 2019-2039, lo studio ha permesso di determinare che i valori di concentrazione degli inquinanti influenti all’impianto di depurazione risultano significativamente maggiori rispetto a quanto considerato in fase di progettazione preliminare.
Alla luce delle risultanze degli studi effettuati, per adeguare il depuratore alle reali esigenze del territorio, Akerus ha proposto alla Regione Campania un progetto integrativo di riconfigurazione impiantistica, consistente nel completamento della terza linea di processo, parzialmente implementata con i lavori iniziali, per fronteggiare l’aumento del carico, dotando l’impianto di altri due sedimentatori secondari e potenziando le fasi di flocculazione, filtrazione, disinfezione e ispessimento dei fanghi.
Nel transitorio e fino al completamento delle attività aggiuntive, é stato implementato un impianto chimico-fisico.
La soluzione proposta consiste nel sottoporre un’aliquota della portata influente, già sottoposta ai pretrattamenti, ad un processo parallelo all’attuale sistema biologico: i volumi tecnici individuati sono quelli dei due sedimentatori primari oggetto di rifunzionalizzazione; i reagenti deputati ad innescare trattamenti secondari, quali processi di coagulazione, flocculazione e decantazione delle sostanze colloidali, sono il cloruro ferrico ed il polielettrolita anionico. La frazione solida sedimentata, estratta dal fondo dei bacini, va inviata alla linea fanghi, mentre l’acqua chiarificata stramazza verso il settore di disinfezione e si riunisce all’effluente depurato prima dell’uscita dall’impianto.
6. Stato di attuazione
Alla data odierna sono stati completati tutte le opere interesate per il progetto di montaggi relativi alle nuove apparecchiature ed in corso di rifinitura la sistemazione delle opere esistenti, oltre alla finalizzazione del sistema di gestione e supervisione dell’impianto.
Più in particolare sono completate e poste in pre-avviamento le seguenti sezioni della linea acque:
Sono stati altresì completati i montaggi delle sezioni di digestione anaerobica e di essiccamento termico, nonché l’allacciamento del gas metano di rete, e sono in corso le attività di avviamento della digestione anaerobica dei fanghi e dell’essicamento termico.
L’attivazione delle principali installazioni della linea acque come sopra rappresentate, ha comportato un radicale miglioramento nel risultato complessivo della depurazione effettuata, come si evince dalla tabella dei risultati riscontrati dall’Arpac (n.d.r. riportata nell’articolo web) si può osservare come, in virtù di accorte strategie gestionali poste in essere dalla Akerus, e successivamente a seguito della messa in esercizio provvisoria delle opere realizzate, si sia registrato un progressivo e sostanziale miglioramento della resa depurativa, fino a ricondurre i valori in uscita dei principali parametri indici di inquinamento ben al di sotto dei limiti imposti dalla vigente normativa per gli scarichi in acque superficiali.
Relativamente alla qualità e quantità del fango di depurazione prodotto nel processo di trattamento físico e biologico, la messa in funzione della digestione anaerobica e sopratutto dell’essiccatore termico hanno comportato una riduzione importante della quantitá smaltita di piú del 60%, con caratteristiche tali da consentire diversi modi di valorazzazione per questo rifiuto.
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE
N°226 – FEBBRAIO 2022
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