

Cos’è la realtà se non un campo di battaglia dove combattere le delusioni e le sconfitte?
È quello in cui credono i protagonisti di questa storia tumultuosa, Margherita e Augusto. Non è difficile addentrarsi in essa, basta crederci, e Margherita lo fa. Cosa significa amare?
Margherita è una donna che vive mondi trasversali di cui non conosce i confini. È la sua realtà oppure è il suo incubo?
Sullo sfondo di uno scenario sentimentale vertiginoso si muovono le due città di Roma e Napoli. Il finale capovolgerà le convinzioni sui fatti narrati e rimetterà tutto in gioco con uno scenario imprevisto.

Venti secondi. Fu il tempo necessario a Luís Vinício per far breccia nel cuore dei tifosi del Napoli. Prima come numero 9, poi come allenatore, il Leone di Belo Horizonte si è fatto apprezzare tanto in Brasile quanto in Italia. Una vita calcistica, la sua, che ha i connotati del romanzo: lunghi viaggi tra due conti-nenti, compagno di squadra del picaresco Garrincha, cui insegnò a scrivere, e protago-nista di sfide epiche. Un campione amato ovunque che per la prima volta ha deciso di raccontare la sua sto-ria, con immagini e testimonianze inedite.

È inutile che il computer s‘illuda di averlo debellato. Il morbo di Gutenberg, da quando è nato il libro a stampa, sta sempre in agguato con i suoi virus nascosti tra le pagine dei libri, nelle biblioteche, nelle librerie, sulle bancarelle, dovunque si legga e si parli di libri.
Un libro ironico, sarcastico, a tratti cinico, divertente, ma anche una galleria di ritratti di lettori, di scrittori, di librai, di collezionisti con le loro manie, le stranezze, le astuzie, le follie. Tutto per quell’amor di libro che diventa passione, mania, ossessione, bibliofilia, follia: in una parola morbo, morbo di Gutenberg.

C’era una volta un ragazzo che sognava di giocare a calcio come Maradona.
Pur non eguagliandone le gesta, quel giovane attaccante ha realizzato il suo sogno e ha tenuto testa al Pibe de oro in una partita amichevole da raccontare ai posteri. Un centravanti atipico che, dopo il triplice fischio, ha scelto la carriera di procuratore calcistico e promotore di eventi sportivi e qui ci racconta, dall’interno, il mondo non sempre dorato del calcio di periferia. In fondo, le scarpette da calcio si abbinano perfettamente all’abito elegante.

Lazzaro Romano ha vissuto una vita intensa, con una frattura profonda: aver dovuto lasciare la sua terra, la Puglia bella e selvatica, per scappare in Argentina, nel 1978, in una notte che lo cambierà per sempre. La traversata in mare, l’arrivo a Buenos Aires, la miniera, l’amore per Manuela, la professione di fotografo, le oscenità della dittatura di Allende: questa È la vita di colui che in Argentina chiamano el nubero, l’uomo delle nuvole.
Trent’anni dopo Lazzaro ritorna a casa, per riappropriarsi dei propri legami e per fare giustizia, e solo ora conosceremo il suo segreto.

In maniera leggera e divertente l’autore ci accompagna nella vita d’ufficio, raccontandoci aneddoti e statistiche, e facendoci riflettere su tematiche come l’esercizio del potere, le piccole ingiustizie e soprusi, le ipocrisie e le ritualità spesso vuote e convenzionali a cui tutti i lavoratori dipendenti hanno spesso assistito e partecipato con riluttanza. La parte finale è dedicata a test e questionari per autovalutarsi in maniera ironica sul proprio stile di leadership, di lavoratore di gruppo, o sul livello di stacanovismo che si è raggiunto.
di Anna Copertino
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