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Magazine di promozione culturale, periodico mensile gratuito, che nasce nel 2002 a Castel Volturno, fondato da Tommaso Morlando, in concomitanza con una forte attività associazionistica praticata dal Centro Studi Officina Volturno sul territorio, in termini di salvaguardia ambientale e testimonianza contro la criminalità organizzata.

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Intervista al Dott. Canonico, responsabile sanitario della SSC Napoli

Angelo Morlando
Angelo MorlandoRedazione Informare
3 ottobre 20196 min di lettura

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Intervista al Dott. Canonico, responsabile sanitario della SSC Napoli

Indice (5)

  • 1Potrebbe sintetizzarci il lungo percorso professionale che lo ha portato a rivestire l’attuale ruolo all’interno della SSC Napoli?
  • 2Dal punto di vista delle tecniche utili alla prevenzione, quali sono quelle tipiche del suo settore? E in quali ambiti della vita quotidiana, invece, pensa che si possa concretamente prevenire? 
  • 3Può dirci quali sono gli strumenti da voi utilizzati e se pensa che alcuni di questi potrebbero essere utili anche in altri settori?
  • 4Data l’importanza del vostro lavoro, cosa accade quando un calciatore si trova ad avere a che fare con lo staff medico della sua nazionale?
  • 5Orami sei un veterano anche di Castel Volturno e del Litorale Domitio. Puoi riassumerci le tue emozioni e sentimenti dopo circa quindici anni? Cosa ti aspetti dal futuro?

Il dott. Raffaele Canonico è diventato, da pochi mesi, responsabile sanitario della prima squadra della SSC Napoli, sostituendo il dott. Alfonso De Nicola. Il suo ruolo attuale è il risultato di un lungo percorso iniziato nel 2004, dopo tanti anni trascorsi nello staff del Calcio Napoli collaborando per un periodo anche con il settore giovanile. Il dott. Raffaele Canonico ha sempre mostrato anche una particolare attenzione per il nostro territorio e si racconta a Magazine Informare direttamente dalla casa del Napoli, il Golden Tulip di Marina di Castello, adiacente al Training Center della società. Di seguito, una sintesi dell’intervista che sarà pubblicata integralmente sul canale Youtube di Informare.

Potrebbe sintetizzarci il lungo percorso professionale che lo ha portato a rivestire l’attuale ruolo all’interno della SSC Napoli?

«Sono un medico chirurgo specializzato in medicina dello sport nell’anno 2004, nonché Dottore di ricerca in Scienze farmacologiche e fisiopatologia respiratoria presso l’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli.

Mi sono sempre occupato, sia in ambito pratico che di ricerca, di medicina dello sport e di tutto ciò che è inerente all’attività sportiva di tipo amatoriale ed agonistico. Sono specialista presso il dipartimento di dietologia e medicina dello sport della Vanvitelli diretto dal prof. Marcellino Monda e, inoltre, docente alla specializzazione in medicina dello sport presso l’Università Federico II di Napoli. La mia collaborazione con il Calcio Napoli ha avuto inizio proprio nel 2004. 

Posso ritenermi uno dei primi medici dell’era De Laurentiis e, dal 1° luglio di quest’anno, sono il responsabile sanitario dell’intera squadra. Un ruolo che mi inorgoglisce professionalmente e mi rende personalmente doppiamente felice, in quanto sono anche tifoso del Club. In particolare, sono coadiuvato da uno staff che si è formato nel corso degli anni grazie al lavoro del dott. De Nicola e che comprende ad oggi due medici sociali, un fisiatra (dott. Enrico D’Andrea) ed un medico dello sport (dott. Gennaro De Luca) e cinque fisioterapisti (Marco Romano, Marco Di Lullo, Fabio Sannino, Nicola Zazzaro e Massimo Buono)».

Dal punto di vista delle tecniche utili alla prevenzione, quali sono quelle tipiche del suo settore? E in quali ambiti della vita quotidiana, invece, pensa che si possa concretamente prevenire? 

«In  ambito generale si potrebbe prevenire molto di più, soprattutto in età adolescenziale e di crescita. Lo sport è fondamentale e bisogna sfatare il mito che praticarne uno, o anche due, sia solo una sottrazione di tempo allo studio. Senza considerare, poi, che i ragazzi dediti all’attività sportiva riescono ad avere un’identità e degli interessi differenti che li portano a stare lontani, ad esempio, da devinaze tipiche di quest’epoca come alcool e fumo. 

Altro fattore fondamentale è l’importanza che dovrebbe tornare ad avere l’educazione civica nelle scuole, a causa dell’eccessiva maleducazione e dello scarso senso civico presente. Noto, infatti, che negli altri Paesi c’è un livello di educazione superiore, cominciando dal “buongiorno” mattutino. Anche il discorso alimentare andrebbe approfondito nelle scuole, visto che la nostra regione è la seconda in Italia per tasso di sovrappeso e obesità infantile che sono anche causa di diabete di tipo 2, ossia di tipo alimentare. 

Tutto ciò ha del paradossale, se consideriamo che viviamo nella zona in cui ha avuto origine la famosa dieta mediterranea. Venendo al nostro settore, la prevenzione è fondamentale essendo il calcio uno sport di contatto e traumatico. È importante intervenire, dunque, per evitare squilibri che possono col tempo aggravarsi e trasformarsi in infortuni anche dei tessuti molli. Il tutto mediante, ad esempio, tecniche fisioterapiche o con i cosiddetti “super food”, ossia quegli alimenti con particolari capacità antiossidanti e di recupero dalla fatica come l’avocado».

Può dirci quali sono gli strumenti da voi utilizzati e se pensa che alcuni di questi potrebbero essere utili anche in altri settori?

«Noi utilizziamo apparecchiature di fisioterapia che vengono continuamente aggiornate e che possono essere presenti in qualsiasi centro all’avanguardia. Nello specifico, abbiamo una metodologia che ci consente di valutare le condizioni della colonna vertebrale senza ricorrere alle radiazioni e che ci fornisce un’immagine tridimensionale sullo stato della colonna. 

Questa, ad esempio, potrebbe essere una tecnologia molto utile per valutare le conseguenze delle cattive abitudini e degli sforzi compiuti, specialmente nell’età della crescita. Chiaramente, c’è da fare i conti con i costi che restano elevati».

Data l’importanza del vostro lavoro, cosa accade quando un calciatore si trova ad avere a che fare con lo staff medico della sua nazionale?

«Il rapporto e la comunicazione tra di noi è fondamentale, nonostante ci siano metodiche di lavoro differenti nella medicina dello sport, come nei paesi anglosassoni, in cui l’organizzazione della sala medica è affidata quasi interamente ad un fisioterapista. 

Ma ripeto, lo scambio di informazioni resta fondamentale, sia con i medici che con i preparatori atletici per evitare di adottare sistemi distanti tra di loro e controproducenti».

Orami sei un veterano anche di Castel Volturno e del Litorale Domitio. Puoi riassumerci le tue emozioni e sentimenti dopo circa quindici anni? Cosa ti aspetti dal futuro?

«Oltre a vivere quotidianamente il Training Center in questa stupenda cornice del Golden Tulip Marina di Castello, sono sempre aggiornato grazie anche al dott. Marco Di Lullo che ha deciso di vivere proprio qui a Marina di Pinetamare. Io credo davvero che questo territorio non abbia nulla da invidiare a tanti altri litorali, come quelli della Sardegna o dell’Adriatico, anzi ha delle potenzialità enormi. Posso raccontarti che l’anno scorso ho portato mia moglie e i miei bambini al mare qui a Castel Volturno e, nonostante all’inizio mia moglie fosse un po’ scettica, a causa anche dei tanti luoghi comuni e dicerie, alla fine è rimasta piacevolmente sorpresa da come in realtà si presentava la zona. 

Alle spalle della spiaggia, per esempio, c’è una bellissima pineta che la rende ancora più caratteristica e mi domando come mai gli imprenditori siano così restii ad investire su questi territori dati i vantaggi, dal punto di vista turistico ed economico, che potrebbero ricavarne».

di Angelo Morlando e Luciano Goglia
ph: Raffaele Ausiello

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°198
OTTOBRE 2019

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  • #Raffaele Canonico
  • #ssc napoli
Angelo Morlando
Redazione Informare

Angelo Morlando

Responsabile Scientifico del magazine Informare e dell'Associazione "Centro Studi Officina Volturno". Ingegnere Idraulico, specializzato in ingegneria sanitaria e ambientale. Giornalista iscritto all'Ord. della Regione Campania con n. 143539

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