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INTERVISTA. Diritti LGBTQIa+, in Italia non c’è una legge ma almeno c’è l’UNAR: il parere di Federico Maria de Luca di Melpignano

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13 giugno 20225 min di lettura

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INTERVISTA. Diritti LGBTQIa+, in Italia non c’è una legge ma almeno c’è l’UNAR: il parere di Federico Maria de Luca di Melpignano

I diritti afferenti la comunità LGBTQIA+ (ossia di lesbiche, gay, bisessuali, transgender, e di tutte le altre miriadi di sfumature contenute in quel più) derivano dalla declinazione peculiare di quello che è il principio ispiratore di tutti gli ordinamenti democratici moderni dotati di un catalogo di diritti: ossia il principio di non discriminazione, in virtù del quale nessun individuo può vedersi negate le proprie libertà a causa dell’opinione politica, della razza, della lingua, della religione, ma anche del sesso, dell’orientamento sessuale, o di ogni altra condizione. Tuttavia, il processo di integrazione e la piena e concreta applicazione di tale principio stenta ad attecchire in molti ordinamenti.

Per quanto concerne il nostro Paese, la situazione ordinamentale italiana è più complessa di quanto sembri. Federico Maria de Luca di Melpignano, avvocato amministrativista, è da anni impegnato nel settore in qualità di esperto dell’UNAR (l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali a Difesa delle Differenze).

COS’È L’UNAR?

«L’UNAR è l’ufficio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, deputato a garantire il diritto alla parità di trattamento di tutte le persone, indipendentemente dalla origine etnica o razziale, dalla loro età, dal loro credo religioso, dal loro orientamento sessuale, dalla loro identità di genere o dal fatto di essere persone con disabilità. Nasce nel 2003 con il d.lgs. n. 215, su impulso comunitario, in seguito alla direttiva n. 2000/43/CE. La sua azione si svolge su due piani: monitoraggio e impulso. Anzitutto l’Ufficio svolge un’azione di monitoraggio e controllo attraverso il Contact center, un servizio gratuito e multilingue rivolto alle vittime e ai testimoni di discriminazione, che svolge anche l’attività istruttoria propedeutica alle misure di intervento. Il Contact center, quale osservatorio privilegiato, svolge la sua funzione di impulso, interagendo con gli altri uffici del Governo, con gli Enti Territoriali, con la Magistratura e con il Parlamento, per promuovere e suggerire best practices e comportamenti positivi tramite azioni concrete, finanziando progetti che le associazioni, l’imprenditoria, gli enti locali sono chiamati a svolgere in partnership».

Riguardo i diritti LGBT+ quali sono le strategie concrete messe in campo dall’UNAR?

«Il Dipartimento per le Pari Opportunità, con la collaborazione dell’UNAR, nel 2013 ha approvato la “Strategia nazionale LGBT” e si prepara ad adottarne una nuova per il 2022. Successivamente è stato istituito il Tavolo di consultazione permanente, uno strumento di dialogo e confronto tra le istituzioni e le associazioni di settore. È in corso di elaborazione la nuova Strategia nazionale, le cui principali aree di interesse riguardano:

  • Lavoro: in questo ambito occorre promuovere strategie aziendali capaci di includere le diversità, al fine di migliorare le condizioni di lavoro delle persone Lgbt+. Tale risultato si può raggiungere tramite un raccordo stabile tra le associazioni Lgbt+ e le organizzazioni datoriali e sindacali. Uno degli obiettivi che si intende realizzare è la sottoscrizione di accordi integrativi dei contratti collettivi di lavoro nazionali che tengano conto delle diversità e delle diverse istanze che le persone LGBTQIA+ manifestano nei luoghi di lavoro, ciò nella consapevolezza della lunghezza dei processi politici e culturali sottesi a tali cambiamenti.
  • Sicurezza e salute: sono già stati attivati percorsi di formazione specifici per il personale delle forze dell’ordine e del personale penitenziario (tramite una collaborazione con l’OSCAD, ad esempio) e si intende implementare la formazione del personale sanitario (specialisti e medici di base in particolare per le problematiche di salute delle persone trans).
  • Formazione e sport: dal Tavolo di consultazione con le associazioni LGBTQIA+ è emersa ancora una volta la necessità di attivare nelle scuole percorsi d’educazione al rispetto delle differenze, senza dimenticare l’urgente necessità di contrasto al fenomeno del bullismo e cyber-bullismo di matrice omotransfobica.
  • Cultura: dal confronto svolto con le associazioni è emersa la necessità di attivare corsi di formazione per gli operatori dei media, realizzare attività di monitoraggio del linguaggio utilizzato, organizzare eventi di confronto tra le associazioni LGBT+ e i principali operatori culturali pubblici e privati (musei, teatri, scuole), al fine di promuovere la cultura dell’inclusione».
Quali sono i principali ostacoli che l’UNAR affronta?

«La difficoltà principale nel contrasto alle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere riguarda l’indeterminatezza di tali concetti e la non facile definizione dei fattori e degli atti di discriminazione. A questo si devono aggiungere i cambiamenti sociali in atto, che impongono una nuova visione dei concetti di famiglia, di genitorialità, nonché una diversa definizione di sesso, di genere, di orientamento sessuale. Inoltre, in virtù della mancanza in Italia di una legge ad hoc, l’effettiva tutela della dignità delle persone LGBTQIA+ vittime di violenza o discriminazione, passa necessariamente attraverso il ricorso all’autorità giudiziaria (passaggio complesso e oneroso e come tale spesso riservato ad una élite). Da qui il ruolo dell’UNAR che spesso si confronta con l’arretratezza culturale alla quale occorre rispondere con una costante attività di prevenzione e sensibilizzazione, incentrata sulla dignità della persona e sul diritto al riconoscimento dell’identità sessuale, in una dimensione di reciproco rispetto».

di Avv. Mariella Fiorentino e Benedetta Guida

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°230 – GIUGNO 2022

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Magazine mensile, gratuito, di promozione culturale edito dal "Centro Studi Officina Volturno", associazione di legalità operante in campo ambientale, sociale e culturale.

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