
IPM a Santa Maria Capua Vetere: nella giornata di oggi a Santa Maria Capua Vetere, in piazza Padre Pio, un presidio autorizzato promosso da realtà come Spartaco, UDS e Liberi/e di Lottare ha riacceso i riflettori sulle criticità del sistema penitenziario minorile, in particolare riguardo al sovraffollamento e alle condizioni detentive. I dati citati dai manifestanti parlano a riguardo degli istituti per minori che registrano un tasso di occupazione del 111%, con punte del 150% in alcune strutture, aggravando le già difficili condizioni di vita dei giovani detenuti.

Al centro della protesta c’è anche la riconversione dell’Istituto Angiulli, attualmente una comunità polifunzionale, in un istituto penale per minorenni (IPM). I promotori del presidio criticano questa scelta, definendola un’estensione del “modello Caivano” e sostenendo che in un territorio già segnato da disoccupazione, bassa scolarizzazione e criminalità organizzata, la costruzione di un nuovo carcere minorile non rappresenti una soluzione efficace.
Nel piano del Ministero della Giustizia, vengono individuati 4 istituti, in passato chiusi o convertiti in comunità polifunzionali, nelle città di Santa Maria Capua Vetere, L’Aquila, Lecce e Rovigo. L’istituto Angiulli, oggi comunità polifunzionale diurna che si occupa di fornire gli strumenti necessari al reinserimento nella società ai giovani che vivono situazioni disagiate, subirà un processo di riconversione in IPM.
«Crescere in un ambiente carcerario violento e marginalizzante – si legge nelle dichiarazioni dei manifestanti – condanna molti giovani alla recidiva, che tocca il 70% tra chi ha vissuto l’esperienza detentiva». La richiesta è invece quella di investire in istruzione pubblica, servizi sociali e percorsi di riabilitazione alternativi alla detenzione.
L’appello lanciato dalle organizzazioni è rivolto a studenti, docenti e lavoratori per un impegno comune verso politiche di prevenzione e inclusione, in alternativa a quelle repressive. Intanto, la discussione sulla riconversione dell’IPM e sulle condizioni delle carceri minorili rimane aperta, con interrogativi sull’efficacia delle strategie attuali.

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