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La nostra Città della Scienza, una fenice che rinasce dalle sue ceneri

Ludovica Palumbo
Ludovica PalumboRedazione Informare
8 settembre 20215 min di lettura

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La nostra Città della Scienza, una fenice che rinasce dalle sue ceneri

Città della Scienza, nota come Fondazione IDIS-Città della Scienza, è un museo scientifico situato a Bagnoli che si occupa di promozione e divulgazione scientifica. Nasce nel 1987 da un’iniziativa nota come “Futuro Remoto” di Vittorio Silvestrini, il cui successo portò alla creazione della Fondazione. Questo polo scientifico rappresentava per i suoi fondatori un simbolo, il simbolo della riconversione della zona di Bagnoli durante la forte crisi industriale degli stabilimenti dell’Italsider (demolita poi nel 1992). Città della Scienza però non ha avuto vita semplice, da simbolo di riconversione a simbolo di vera e propria rinascita. Il 4 marzo del 2013, Città della Scienza brucia. Un incendio doloso distrugge quattro capannoni costringendo l’edificio a chiudere per mesi.

Mesi di lavori e processi legali porteranno poi alla riapertura, nel novembre dello stesso anno, con l’inaugurazione di un nuovo progetto di riqualificazione di “Bagnoli Futura”. Nonostante i buoni propositi però, a causa di vari problemi quali l’ingresso di Invitalia nel progetto che prevedeva un arretramento della ricostruzione in un’area non ancora bonificata ed altre controversie decisionali, il progetto di ricostruzione ha subìto un arresto ed è tutt’ora sospeso.

Nel 2019, viene nominato dalla giunta del presidente Vincenzo De Luca un nuovo presidente, l’ex deputato Riccardo Villari che ha gentilmente accettato di rispondere a qualche domanda sul futuro della fondazione.

Sono trascorsi quasi due anni dalla sua nomina a presidente della Fondazione, cosa crede che rappresenti Città della Scienza per Bagnoli e per tutte le persone che vi fanno visita?

«Sono presidente della Fondazione da quasi due anni, ma almeno un anno e mezzo l’abbiamo trascorso in piena pandemia dunque ne ho apprezzato le potenzialità purtroppo solo dall’interno. Per Bagnoli, Città della Scienza rappresenta una luce accesa, l’unica luce accesa in questo quartiere, in quest’area che attende ancora di essere riconvertita dopo il crollo dell’industria pesante dell’Italsider. Rappresentiamo per tutti quelli che hanno a che fare con la nostra realtà una visione, quella stessa visione che ha portato Vittorio Silvestrini ad immaginare questo luogo capace di divulgare e diffondere la conoscenza in maniera comprensibile ed a disposizione di tutti».

Città della Scienza, come ha anche ribadito lei, è un simbolo di speranza. È abituata ormai a cadere e rialzarsi, questo marzo sono trascorsi 8 anni dall’incendio. Ed in questa occasione si è svolto un importante evento online con la partecipazione, tra gli altri, del presidente De Luca.

«Ci tengo ad iniziare dicendo che noi abbiamo tutte le potenzialità per rialzarci in seguito all’incendio doloso di otto anni fa, che ci ha privato del grande museo a mare che rappresentava un luogo di forte attrazione, un luogo dove poter tenere grandi mostre. Come ha detto, lo scorso marzo sono trascorsi otto anni da quel terribile accaduto e c’è stato un incontro a cui hanno partecipato il Ministro Carfagna, il presidente De Luca, il sindaco De Magistris, il Ministro Franceschini, tutti i soggetti attivi della Fondazione riunitisi per dire “Noi siamo qui, pronti a ripartire”».

Dunque il progetto bonifica e ricostruzione è ancora in vita.

«Certo, tempi e costi permettendo. Ma sembra che posizioni (del Comune tra tutte) che non condividiamo, spingano la ricostruzione in un’area per noi non idonea. Stiamo lottando per ottenere un’area funzionale senza perdere i fondi che abbiamo a nostra disposizione per la ripartenza, obiettivo primario della nuova governance».

A distanza di anni, ironia della sorte sempre nel mese di marzo, lockdown nazionale, la pandemia scoppia in Italia e nel mondo. I musei chiudono così come città della scienza. Cosa ha comportato questa ennesima chiusura?

«La chiusura imposta dal lockdown è stata per noi un’altra batosta, come per tutti. Basti pensare che prima che accadesse tutto ciò contavamo 200.000 visitatori al giorno. Ma paradossalmente, ci ha dato l’opportunità di pensare e lavorare su noi stessi. Abbiamo pensato a nuovi modi per arrivare alle persone, ad ampliare la nostra offerta. Abbiamo messo online una serie di iniziative “in pillole” per cercare di fare chiarezza proprio sulla pandemia, abbiamo creato una campagna pro-vaccinazione con testimonials che hanno stimolato i cittadini a vincere questa inspiegabile resistenza nei confronti del vaccino».

E cosa avete in mente per il futuro?

«Il nostro obiettivo principale per il futuro è creare un polo sostenibile, un polo che sia efficiente dal punto di vista energetico, digitale. Ne abbiamo approfittato per riconvertire e riposizionare il personale attraverso corsi di formazione che possano prepararli per il futuro che verrà. Abbiamo in mente una serie di progetti che ripartiranno dopo la pausa estiva il 14 settembre, progetti sostenuti, ci tengo a dirlo, dalla Regione, che rappresenta il partner istituzionale da sempre sostenitore finanziario, e non, delle nostre iniziative».

di Ludovica Palumbo

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°221 – SETTEMBRE 2021

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  • #Bagnoli
  • #Città della Scienza
  • #Napoli
  • #Riccardo Villari
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