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Magazine di promozione culturale, periodico mensile gratuito, che nasce nel 2002 a Castel Volturno, fondato da Tommaso Morlando, in concomitanza con una forte attività associazionistica praticata dal Centro Studi Officina Volturno sul territorio, in termini di salvaguardia ambientale e testimonianza contro la criminalità organizzata.

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La permacultura si diffonde sempre più nel mondo

Angelo Morlando
Angelo MorlandoRedazione Informare
18 dicembre 20206 min di lettura

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La permacultura si diffonde sempre più nel mondo

Indice (1)

  • 1Tra i principi quello di coltivare senza arare e senza pesticidi

Tra i principi quello di coltivare senza arare e senza pesticidi

L’obiettivo di questo articolo è introdurre alla permacultura attraverso siti ufficiali e proporre successivamente delle esperienze operative e casi studio, in modo da diffondere anche delle pratiche attualmente utilizzate con significativi risultati positivi.
Un sito di riferimento è, ad esempio, quello dell’Associazione Italiana di Permacultura (https://www.permacultura.it) in cui se ne introduce immediatamente la definizione: “La parola “permacultura” è stata creata da Bill Mollison e da David Holmgren a metà degli anni ‘70 per descrivere un sistema integrato ed evolutivo di specie vegetali ed animali perenne
o auto-perpetuante, ed utile all’uomo.
All’inizio significava “permanent agriculture”, agricoltura permanente. Una definizione più corrente di permacultura è “terreni progettati coscientemente in modo da riprodurre gli
schemi e le relazioni presenti in natura, in grado di produrre abbondanza di cibo,
fibre ed energia al fine di provvedere ai bisogni locali”.

informareonline-arpacampania (2)
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Applicando i principi e le strategie ecologiche si può ripristinare l’equilibrio di quei
sistemi che sono alla base della vita. La permacultura è la progettazione, la conservazione consapevole ed etica di ecosistemi produttivi che hanno la diversità, la stabilità e la flessibilità degli ecosistemi naturali. Allo stesso modo si applica a strategie economiche e alle strutture sociali. La Permacultura si può definire una sintesi di ecologia, geografia, antropologia, sociologia e progettazione”. Ad oggi, si stima che siano state formate alla progettazione in permacultura oltre 100.000 persone in tutto il mondo e la formazione prevede generalmente un corso intensivo teorico/pratico dove, oltre ai fondamenti comuni del metodo, vengono insegnate le tecniche più adatte agli ecosistemi locali. La permacultura, quindi, è basata su un principio fondamentale (tanto ovvio quanto inapplicato): prendersi le proprie responsabilità. Ogni essere umano dovrebbe operare in una cornice di etica e di morale, onde evitare di doversi adattare alle leggi della jungla; i principi etici in permacultura sono addirittura tre e sono a carattere universale, morale e
combinate, si applicano cioè in tutto il mondo e sono legate tra loro, una non può escludere le altre. La permacultura è quindi una filosofia, un modo di vivere basato su un’etica profonda come di seguito definita: “L’etica agisce come un limite agli istinti di sopravvivenza ed agli altri costrutti di interesse personale individuali e sociali che tendono a guidare il comportamento umano in ogni società. È un meccanismo culturalmente evoluto
in funzione di un interesse personale più illuminato, e di una comprensione più a lungo termine dei risultati positivi o negativi delle nostre attività. Maggiore è il potere della civiltà umana (dovuto alla disponibilità di energia), maggiore è la concentrazione e proporzione di
potere all’interno della società, e più critica diventa l’etica per assicurare la sopravvivenza a lungo temine in termini culturali e persino biologici. Questa visione dell’etica, funzionale da un punto di vista ecologico, la rende centrale nello sviluppo di una cultura della discesa
energetica. Come i principi di progettazione, l’etica non è stata elencata esplicitamente nella prima letteratura della permacultura.
Dallo sviluppo del corso di progettazione di permacultura, l’etica è stata compresa
in tre ampie massime:
– Cura della terra
– Cura delle persone
– Limitare il nostro consumo alle nostre necessità per condividere in maniera equa e solidale le risorse della terra”.

informareonline-arpacampania-3
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In merito è importante citare la prossima “Conferenza internazionale sull’ecologia
della rigenerazione naturale delle piante (Natural Plant Regeneration Ecology Conference)” che si terrà, in un primo incontro, nel febbraio 2021 a Bangkok e, in un secondo incontro, ad agosto 2021 a Mosca. La Conferenza mira a riunire i principali scienziati, accademici, ricercatori e studiosi di ricerca per scambiare e condividere le loro esperienze e i risultati ottenuti. Fornisce anche una piattaforma interdisciplinare principale per ricercatori, professionisti ed educatori per presentare e discutere le più recenti innovazioni, tendenze e preoccupazioni, nonché le sfide pratiche incontrate e le soluzioni adottate nel settore.
Un altro utile riferimento è: http://www.4p1000.org/ che rappresenta il link per l’iniziativa “4 per 1000”, lanciata dalla Francia il 1° dicembre 2015 alla COP 21 e fa parte del programma di azione globale per il clima.
L’iniziativa “4 per 1000” ha come sottotitolo: suoli per la sicurezza alimentare e il
clima.
Una gestione accorta dei suoli agricoli può avere un ruolo fondamentale nel miglioramento della sicurezza alimentare nel ridurre il riscaldamento globale e nel favorire l’adattamento al cambiamento climatico.
L’ambizione dell’iniziativa “4 per 1000” è di incoraggiare gli utilizzatori del territorio verso un’agricoltura produttiva e resiliente, basata sulla gestione appropriata del suolo e del territorio, che crei reddito e opportunità di lavoro, assicurando pertanto uno sviluppo sostenibile dell’attività agricola.
informareonline-arpacampania-4
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L’iniziativa “4 per 1000” include due componenti: una prima componente scientifica
guidata dal Comitato Scientifico e Tecnico che stabilisce le line guida per programmi internazionali di ricerca e cooperazione scientifica, i criteri di riferimento e gli indicatori
per la valutazione dei progetti; una seconda componente di «sviluppo» basata su attività reali, costituita da una piattaforma collaborativa aperta ai partner dell’iniziativa e un centro di risorse digitali per la gestione del carbonio organico del suolo.
Un ulteriore riferimento è costituito anche dal sito: www.ortodacoltivare.it in cui si specifica che: “L’agricoltura industriale moderna si basa sull’utilizzo di mezzi pesanti per arare i campi e sugli erbicidi per controllare le infestanti. Si tratta di una visione propria della nostra cultura, in cui l’uomo vuole avere il pieno controllo sul campo coltivato e interviene
per eliminare ogni fattore esterno.
L’aratro rivoltando la zolla scompensa e impoverisce il terreno, mentre la natura è in grado di attivare una formidabile macchina di biodiversità. Dove microganismi e trasformazioni mirano a preservarlo e mantenerlo fertile in modo permanente. Secoli di aratro e diserbi ci hanno abituato a pensare che non esista alternativa, in realtà queste tecniche non sono necessarie per coltivare, anzi, sono proprio sconvenienti.
Altre esperienze lo dimostrano, dagli indigeni del Nord America, fino all’agricoltura naturale di Masanobu Fukuoka e alla permacultura, passando per precursori come Falukner, Russel Smith e Ruth Stout.
Da un certo punto di vista, abbiamo creato i problemi attuali legati al suolo proprio per il dubbio piacere di risolverli. Se all’inizio non fossimo andati contro la legge di natura arando il terreno, avremmo potuto evitare i problemi e anche gli sforzi per risolverli, costosi sia in
termini economici che di tempo. (…) Avremmo anche evitato l’erosione, l’acidificazione dei suoli, l’aumento delle inondazioni l’abbassamento delle falde acquifere, la scomparsa della fauna selvatica, l’indurimento e l’impermeabilità del terreno”.

di Angelo Morlando
Fonte: Arpacampania

Tags
  • #ambiente
  • #arpacampania
  • #permacultura
Angelo Morlando
Redazione Informare

Angelo Morlando

Responsabile Scientifico del magazine Informare e dell'Associazione "Centro Studi Officina Volturno". Ingegnere Idraulico, specializzato in ingegneria sanitaria e ambientale. Giornalista iscritto all'Ord. della Regione Campania con n. 143539

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