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La Procura di Salerno esegue 23 arresti per un'organizzazione mafiosa a Sarno

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25 maggio 20265 min di lettura

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La Procura di Salerno esegue 23 arresti per un'organizzazione mafiosa a Sarno

Nella prime ore della mattina odierna la Sezione Investigativa del Servizio Centrale Operativo
(SISCO) di Salerno, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, ha
dato esecuzione all’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal G.L.P. presso il Tribunale
di Salerno
, su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, nei
confronti di 23 indagati. I reati contestati, a vario titolo, sono associazione finalizzata al traffico di
sostanze stupefacenti, tentato omicidio, estorsioni, consumate e tentate, introduzione nello Stato
italiano di armi da guerra o tipo guerra, porto e detenzione illegale di armi, lesioni personali e
violenza privata, aggravati dal metodo mafioso, accesso indebito a dispositivi idonei alla
comunicazione da parte di soggetti detenuti e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Dei predetti 23 indagati, 19 sono destinatari della misura della custodia cautelare in carcere, mentre
gli ulteriori 4 di quella degli arresti domiciliari.

Il provvedimento scaturisce da un’articolata attivita di indagine diretta dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, condotta dagli investigatori della Polizia di Stato,
SISCO di Salerno e del Servizio Centrale Operativo, che si è sviluppata mediante investigazioni di
tipo tradizionale, attivita tecniche, nonché riscontri e servizi dinamici sul territorio, e che, attese le
cointeressenze criminali documentate con soggetti di nazionalita croata, si è avvalsa anche della
cooperazione giudiziaria internazionale con la Croazia, realizzata mediante un proficuo scambio
informativo tra la Procura distrettuale antimafia di Salerno e la Procura speciale croata (USKOK –
Ufficio per la lotta alla corruzione a alla criminalita organizzata), con il supporto della Direzione
Nazionale Antimafia e Antiterrorismo ed il coordinamento di Eurojust.
L’agenzia Eurojust, a sua volta, ha svolto un lungo e proficuo lavoro per cucire la trama di un
rapporto operativo con le autorita croate, assicurando un costante scambio informativo e delineando
un assetto strategico nel quale si è inserito il coordinamento operato anche in fase di esecuzione
risultando, tra i destinatari dell’OCC, anche un cittadino croato, coinvolto nel traffico di armi,
colpito da mandato di arresto europeo ed ordine di indagine europeo per I’esecuzione, di un decreto
di perquisizione e sequestro, in territorio estero.

La gravità indiziaria conseguita all’esito delle investigazioni svolte consente di evidenziare, sia pure
sull’attuale piano cautelare, l’operatività sul territorio di Sarno (SA) di un’organizzazione criminale
attiva principalmente nel traffico di stupefacenti nelle piazze di Sarno e Scafati con diramazioni
anche extraregionali. Nel corso dell’attivita di indagine veniva, in particolare, accertata anche
l’esistenza di una importante rete di distribuzione del sodalizio operante nell’area siciliana che nel
dicembre 2024 portava al sequestro, nel palermitano, di un carico pari a circa 80 kg di hashish.
Venivano, altresì, documentate plurime attività illecite poste in essere dal sodalizio criminale, tra
cui in particolare l’acquisto e I’introduzione nel territorio nazionale di armi da guerra, estorsioni e
realizzazioni di azioni violente quale modalità di intimidazione e di affermazione del controllo del
territorio.

Le attività hanno permesso di ricostruire l’organigramma del sodalizio ed i ruoli dei diversi associati,
evidenziando in particolare il ruolo apicale ricoperto da uno degli indagati, che, nonostante il suo stato
detentivo, ha continuato a dirigere il sodalizio, indicando agli affiliati in libertà gli imprenditori da
“taglieggiare” ed ordinando azioni violente per costringerli al pagamento del “pizzo” o per dirimere le
controversie insorte nel settore dello spaccio di stupefacenti, allo scopo di affermare il dominio sul
territorio e reperire somme di denaro necessarie al mantenimento dei sodali detenuti.
Le indagini hanno altresì documentato una violenta aggressione ai danni di un detenuto, ristretto
nella stessa struttura carceraria del capo del sodalizio in argomento, il quale ha riportato una prognosi
di 30 giorni per gravi fratture. L’azione punitiva, realizzata da altri detenuti, era volta a costringere la
vittima a formalizzare alla Direzione del carcere la domanda per accogliere nella sua cella il capo del
sodalizio di modo da consentire a quest’ultimo di intrattenere più agevolmente, attraverso l’uso di un
telefono cellulare, conversazioni telefoniche con i suoi sodali necessarie alla gestione dei rispettivi
traffici illeciti.

Tra i diversi settori di interesse di alcuni componenti del sodalizio figura anche quello particolarmente
redditizio del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, realizzato attraverso la costituzione di
rapporti di lavoro dipendente fittizi, emergendo la presentazione di oltre 1000 istanze sul portale del
Ministero dell’Interno dedicato alla presentazione delle domande di nulla osta al lavoro e
ricongiungimento familiare per cittadini extracomunitari attraverso il meccanismo del cd. click day.
Le risultanze investigative hanno permesso anche di documentare la disponibilità del sodalizio
criminale di numerose armi da sparo, tant’è che nell’ordinanza cautelare sono contestati diversi reati
in materia di armi. Nel corso dell’indagine è stato persino individuato uno dei canali di
approvvigionamento delle armi, con l’arresto in flagranza di reato di uno degli indagati, trovato in
possesso di numerose armi!, anche da guerra quali fucili d’assalto AK47 (cd. kalashnikov),
acquistate poco prima in Croazia.

Contestualmente nel territorio di Zagabria (Croazia), investigatori della Polizia di Stato e della
Polizia croata, hanno dato esecuzione ad un mandato di arresto europeo, emesso dall’Autorità
giudiziaria italiana, nei confronti del cittadino croato che aveva fornito quelle armi, poi sequestrate
a Gorizia il 24 aprile 2024. In quell’occasione, gli investigatori della Polizia di Stato, all’esito di un
lungo servizio di osservazione e pedinamento, erano riusciti ad arrestare il cittadino italiano
incaricato di trasportare le armi fino a Sarno, bloccando l’auto appena attraversato il confine italo-
sloveno.

Il procedimento per le fattispecie di reato ipotizzate è attualmente nella fase delle indagini
preliminari e quindi, i soggetti sottoposti ad indagine vanno considerati non colpevoli fino alla
pronuncia della sentenza definitiva.

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  • #DDA
  • #Procura di Salerno
  • #Salerno
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