
Nonostante il silenzio quasi unanime dei mass media rispetto ad un fenomeno che, evidentemente, è già passato di moda in Italia, la protesta dei trattori simbolo della rivolta degli agricoltori, allevatori e pescatori non si è mai fermata, e anzi arriverà domani nelle aule del Parlamento.
Si terrà fra le 13 e le 14 del 20 febbraio 2025 nella Sala Stampa della Camera dei Deputati a Roma (presso Palazzo Montecitorio in Via della Missione 4) la Conferenza Stampa sulle Mobilitazioni in corso in Italia dal 28 Gennaio degli Agricoltori, Allevatori, Pescatori e dei loro alleati per denunciare la crisi delle piccole e medie aziende produttive, delle aree rurali, delle marinerie e del diritto al cibo.
Sono invitati parlamentari di maggioranza e opposizione, in quello che sarà a tutti gli effetti un tavolo di confronto tra le istituzioni politiche e il settore in questione, forse emarginato a livello mediatico dopo una iniziale infiammazione lo scorso anno, e che però è tornato a farsi sentire da fine gennaio con manifestazioni in tutta Italia.
Verranno infatti presentati i documenti, le proposte e le richieste alla politica, l’agenda delle iniziative, l’appello ai sindaci d’Italia e la petizione al Presidente della Repubblica e l’agenda delle iniziative comprese le 3 giornate interregionali di mobilitazione che prepareranno la Manifestazione del 19 marzo a Roma in Piazza del Campidoglio.
La nuova ondata di manifestazioni, cominciata il 28 gennaio, non si fermerà neanche durante la conferenza stampa. Nella stessa giornata del 20, infatti, in diverse regioni d’Italia continueranno le mobilitazioni.
In particolare, a MIlano, verrà installato in tarda mattinata un presidio di persone con i trattori sotto la sede della RAI di Corso Sempione per denunciare il silenzio dell’informazione nazionale. Nel comunicato stampa in cui si annuncia il presidio, si legge: “La manifestazione di Milano alla RAI sarà solo la prima di una serie di iniziative che il Movimento sta mettendo in campo per denunciare all’opinione pubblica l’intollerabile e incredibile oscuramento che a livello nazionale si sta stendendo sulle mobilitazioni e le proposte di chi lavora la terra e nel mare”.
E continua poi rincarando la dose: “Se le cronache regionali e locali riportano puntualmente i dettagli e gli obiettivi delle iniziative in corso (assemblee, manifestazioni, incontri con i sindaci, diffusione di documenti e di proposte innumerevoli dal 28 gennaio scorso e quasi quotidiane in molte regioni italiane), le cronache nazionali sembrano non accorgersene negando ai cittadini italiani di sapere e conoscere la natura di questo movimento degli agricoltori che ha fatto della democrazia e della difesa degli interessi comuni la sua bandiera e che si sta espandendo in tutto il Paese.”
Dichiarazioni con cui risulta impossibile non corcordare. Ancora una volta il nostro paese dimostra di scegliere gli argomenti di cui parlare in base a cosa è più “glamour” piuttosto che basarsi sull’interesse pubblico della società civile. Un criterio che sembra essere seguito dal più semplice giornale di gossip al più sedicente giornale di inchiesta.
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