
Una ripartenza con troppi interrogativi
La scuola è l’unico organismo che riparte spedito con la pandemia in corso. Sì, ma come? Quello che ho percepito è che – anche in questa delicatissima fase – c’è una netta differenza fra Nord e Sud d’Italia. Persino nelle ripartenze. Da Roma in su, le mense scolastiche funzionano dal primo giorno. Da noi al Sud no.

Al Nord è più scontato che una donna lavori, perché – diciamocela tutta – il carico dell’andirivieni da scuola per accompagnare e riprendere i figli ricade prevalentemente sulle spalle della donna.
E allora, ho pensato che la ripartenza post-Covid e dentro il Covid sia anche un fatto culturale, sociale, legato al tessuto del territorio e alla mentalità.
Persino il cartello d’ingresso al paese è crollato giù dal peso dell’indifferenza. La strada che da Maddaloni conduce nel cuore di San Felice è un altro aculeo di mortificazioni: buche ovunque, rifiuti agli angoli delle strade. Tuttavia, l’arrivo del premier Conte è stato applaudito da chi davanti ai cancelli aspettava il Governo.
A protestare, però, c’erano gli aspiranti direttori dei servizi generali e amministrativi. Per loro, hanno parlato Diana Giuseppina, Cristina Capasso e Ilaria Di Mauro: «Bisogna allargare la graduatoria di assegnazione fino a 408 posti in Campania». Una richiesta protocollata al premier Conte. Se ne uscirà mai?
di Marilù Musto
La legge organica in materia di intelligenza artificiale (da qui in poi “AI”), approvata in via definitiva dal Senato il ...
Il Carnevale di Palma Campania è una manifestazione di antichissima tradizione, che assume una rilevanza centrale per la com...