
Anna Romano è un avvocato cassazionista specializzato in diritto di famiglia, minori e disabilità; un mental coach certificata al MICAP, Master Internazionale in Coaching ad Alte Prestazioni. Inoltre, da maratoneta ha partecipato per ben tre volte alla maratona di New York. Tutto ciò grazie ad avvenimenti che si sono succeduti negli anni. Le piaceva il suo lavoro, ma sentiva che qualcosa le stava sfuggendo: il desiderio di volersi migliorare l’ha condotta al MICAP, il PER-CORSO che l’ha guidata al cambiamento portando maieuticamente fuori nuove risorse, forza e resistenza. Al MICAP si è certificatacoach inPNL (Programmazione Neuro-Linguistica) ed ha approfondito discipline di leadership, negoziazioni e marketing. Questa è la sua storia.
Napoli, settembre 2013. “Soltanto tu puoi aiutarli”, così esordisce la professoressa Rosa quando viene a trovarmi nel mio studio e mi racconta di Giuseppe, un bambino affetto da spettro autistico, che necessita di aiuto. “Questo bambino ed i suoi genitori stanno subendo discriminazioni molto gravi, ed hanno bisogno di un professionista che li guidi e li consigli”. Una grande responsabilità, per me, che riporta la mia mente al marzo 2002, quando lascio i ragazzi che aiuto, collaborando ai progetti dell’Associazione “Helios”, per focalizzarmi sul mio sogno di diventare Avvocato. Un colpo durissimo. Tra tutti, il piccolo Mario ha la reazione più drastica: la sua delusione e la sua rabbia scuotono la mia anima. Quando gli do la notizia, scappa in strada, ed io inizio a correre con lui finché mi ritrovo di fronte ad una villa diroccata, che dà su una spiaggia deserta. Mario mi abbraccia, piange, ed io guardo quella casa. In quell’abbraccio in cui sento il mio cuore battere forte, capisco che la mia missione è quella di aiutare il prossimo.
Quella casa diroccata mi mette di fronte alla mia incompletezza. Così, riprendo gli studi, spinta dal mio mentore, il mio papà: il 19 marzo del 2003 discuto la tesi. Mi specializzo in “Diritti sociali” e seguo un master in “Scienze criminologiche”, pronta ad essere garante dei diritti umani.
“Hanno bisogno di essere tranquillizzati – continua la professoressa Rosa – Vogliono veder crescere serenamente il loro bambino, garantirgli un’istruzione adeguata, un’autonomia fisica ed anche economica, sognano l’inserimento nel mondo del lavoro nonostante la “diversità”, ed anche qualcuno che guidi e curi il loro figlio quando non ci saranno più”. È passata appena una settimana dalla dipartita di mio padre. È il 4 dicembre 2013 quando discuto il caso di Giuseppe: per me è la prima volta innanzi al Tribunale Amministrativo.
Da allora accompagno in questo percorso tanti genitori, ascolto le loro storie, li comprendo, assumo su di me i loro dolori e le loro speranze, sento mie le loro difficoltà, e li aiuto nella realizzazione dei diritti dei loro bambini, che devono essere giuridicamente garantiti e tutelati. Sono forte, li sostengo davvero, ma questo rimane comunque il periodo più doloroso della mia esistenza. Sì, doloroso. Era il 2014 quando inizio a correre; la corsa è stata una medicina, un antidoto per la Ri-Nascita. Ed è stato per RINASCERE che nel 2015 prendevo parte alla mia prima maratona, a New York City. Con Rosa, mia sorella, abbiamo raggiunto insieme l’ambito traguardo. Costanza, determinazione, e coraggio mi hanno guidato lungo il percorso, ciò che credevo impossibile raggiungere diveniva realtà. Da allora non ho più smesso e correre è diventata una abitudine. La corsa ha questa grande capacità, di tirare fuori l’essenza, il meglio che è dentro ognuno di noi. La corsa è una disciplina che ti svela “il come fare” , e così le nubi che offuscano la mia capacità di trovare risposte finalmente iniziano a diradarsi, ed intravedo soluzioni.

Rientro in Italia più forte e più consapevole. Approfondisco i miei studi con un master in Diritto di famiglia e minori, ne intraprendo di nuovi e riesco a mettere a punto un protocollo che mi consente di aiutare i genitori ed i loro bambini con disabilità. Mi metto all’opera, creo tutto il necessario per spiegare in modo semplice come affrontare ogni difficoltà: devo “armare” i genitori degli strumenti giusti per poter consentire loro di poter finalmente vivere con serenità la loro esperienza genitoriale.
DIRITTI PROTETTI: è questo il nome che ho scelto di dare al mio protocollo; lo trovo perfetto anche perché racchiude la mia missione quotidiana, guidare e fornire TUTELA IN TRE PASSI: ASCOLTA, INFORMA, AGISCI.
Nel gennaio del 2020 con il MICAP inizia il processo: sfida, trasformazione, eccellenza. Al master studio la NPL, il marketing, leadership, negoziazioni e sostengo prove fisiche: due maratone, un campo di sopravvivenza. Sono stati tre anni formativi intensi che hanno riportato il focus su ciò che mi stava sfuggendo, che ha consentito di fare chiarezza nella mia vita e di proseguire sulla strada che avevo già intrapreso, ovvero quella della tutela dei diritti dei fanciullo, del fragile, dei deboli. Ho acquisito nuove strategie e nuove metodologie che applico con il protocollo Diritti Protetti. Il Per-Corso non è stato scevro da eventi imprevedibili: il primo febbraio del 2021 vengo sottoposta ad un delicato intervento chirurgico all’addome, che mi ha costretta a letto per mesi, ed è in questa difficoltà che ho capito che nella vita non è ciò che accade ma come si reagisce. Ho scoperto una me stessa resiliente e resistente capace di riprendere e continuare. E infatti la corsa è continuata.
“L’Avvocato Anna Romano maratoneta a New York “: così mi ha definito un amico giornalista al rientro dalla city Marathon del 6 Novembre 2022. Il mio motto è “FESTINA LENTE”, ossimoro latino che tradotto indica un modo di agire senza indugio ma con cautela. A me piace ripetere: “CORRI LENTO PER DIVENTARE VELOCE”. Preparare e correre una maratona è un continuo misurarsi, mettersi in discussione; ti insegna come fare per raggiungere l’obiettivo prefissato, l’ambito traguardo lavorando sodo ogni giorno con disciplina nonostante la fatica, e ti insegna a riconoscere fallace la logica consumistica del tutto e subito. Il 5 novembre 2023 partecipo per la terza volta alla maratona delle maratone in New York City.

Durante la preparazione aiuta ricordare il motivo, “il perché” della intrapresa impresa, e chiamare in soccorso la disciplina ogni volta che la memoria viene meno. La Maratona è l’epilogo di un meraviglioso viaggio: 42 Km e 190 metri di passione, amore, forza, preparazione, resistenza, lucidità, amicizia e sorrisi, dove dare il meglio del meglio di sé e andare oltre i limiti e il dolore. Si tratta di un tornado di emozioni, dove forza e resistenza accompagnano dallo start al traguardo. Tutto quello che ho imparato e realizzato nei tanti mesi di preparazione e allenamento, cioè la pazienza, l’umiltà, la costanza, la disciplina, la devozione, l’ho ritrovato lungo il percorso.
La corsa rappresenta la giusta “Metafora di vita” per imparare a conquistare qualunque obiettivo. Ti fa capire che per realizzare i propri sogni e giungere al successo occorre sacrificio e fatica. Tutto questo mentre giorno dopo giorno diventi più resistente e prestante per poterli REALIZZARE. È un PER-CORSO che non ti regala niente ma ti insegna tanto, una disciplina che rende il successo automatico e sistemico. Correre più di una maratona ha significato per me rifare il percorso con l’obiettivo di migliorarne ecologicamente l’efficienza e dimostrare che qualsiasi obiettivo, una volta raggiunto, va sostenuto e migliorato nel tempo.
Avere successo vuol dire “far accadere le cose, realizzare desideri, avverare il sogno”. Ogni essere umano ha il “SUO SOGNO” e non c’è un sogno più grande o più importante; ogni essere ha il SUO. Bisogna programmare, agire per realizzare, faticare e resistere per rendere il Sogno realtà, ognuno alla sua velocità ed al suo ritmo. E se è vero che il calcolo della velocità si effettua dividendo la distanza per il tempo impiegato a percorrerla, vero è che la velocità aumenta se lungo il tragitto ti alleggerisci: corri e lascia andare.
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