
Don Aniello Manganiello: un pilastro per tanti giovani
Lo Stadio Landieri di Scampia, con tutte le vite che da anni lo popolano, è l’emblema di quanto una piccola realtà, fatta anche di cose banali, possa rivelarsi vitale in un territorio fragile e complesso quale quello dell’hinterland napoletano. L’emergenza epidemiologica che, da marzo, il mondo intero si è ritrovata ad affrontare ha dato la stoccata finale a un equilibrio già pericolosamente precario.
«A campionato iniziato, le nostre richieste di intervento non hanno mai ricevuto una risposta. Pertanto, le associazioni sono dovute correre ai ripari, arrivando a fittare strutture comunali per consentire ai ragazzi di allenarsi.
I costi da sostenere, tuttavia, erano esorbitanti, e alcune associazioni hanno realmente rischiato di non farcela, soprattutto perché i ragazzi e le squadre da allenare erano veramente tante». Oltre all’Oratorio Don Guanella, gestito da Don Aniello, infatti, lo stadio è utile alle attività di molte altre associazioni.
«Dopo aver fatto per mesi la spola fra Scampia e Napoli, siamo riusciti ad ottenere dagli assessori Clemente (al patrimonio, ai lavori pubblici e ai giovani) e Borriello (allo Sport) l’autorizzazione affinché la NapoliServizi potesse mettere a disposizione dello stadio due dipendenti che si occupassero della manutenzione che, a dire il vero, noi stessi come associazione sportiva ci eravamo offerti in parte di gestire, rendendoci disponibili a pulire e sanificare i locali utilizzati dopo ogni singola partita».
di Teresa Coscia
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