
È iniziato ieri sera il mini tour campano di “L’amaca di domani“, monologo teatrale, comico e sentimentale, impudico e coinvolgente, con il quale Michele Serra è approdato ieri sera sul palcoscenico della Sala Pasolini di Salerno, e che approderà anche al Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta questa sera, ore 20.45; e al Teatro Nuovo di Napoli domani sera, ore 21.00, e domenica 12 dicembre, ore 18.30.
Il nucleo è tratto dal libro “La sinistra e altre parole strane”, in cui Michele Serra apre al lettore la sua bottega di scrittura, e, strada facendo, il testo si è arricchito di considerazioni su un mestiere faticoso e fragile: scrivere. Michele Serra ripercorre anche la sua vita, professionale e privata, raccontando la storia dei suoi corsivi, iniziati sull’Unità il 7 giugno 1992 e proseguiti dal 2001 su Repubblica con l’ormai celebre Amaca di 250 parole.
“Scrivere ogni giorno, per ventisette anni, la propria opinione sul giornale – così Serra in una nota – è una forma di potere o una condanna? Un esercizio di stile o uno sfoggio maniacale, degno di un caso umano? Bisogna invidiare le bestie, che per esistere non sono condannate a parlare? Il vero bandolo, come per ogni cosa, forse è nell’infanzia. Il finale, per fortuna, è ancora da scrivere”.
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