
«Da maggio scorso numerosi media hanno dato la notizia secondo cui il governo giapponese ha deciso il rilascio di acqua trattata dalla centrale nucleare di Fukushima Daiichi, dove in seguito allo tsunami dell’11 marzo 2011 si è avuto il peggiore incidente nucleare dopo Cernobyl. Davanti a questa titolazione tanti gruppi ambientalisti hanno fatto sentire la propria voce, pensando che potesse trattarsi di un attacco frontale all’ambiente marino. Chi segue il lavoro di Informare sa che da anni conduciamo inchieste giornalistiche contro i crimini ambientali, particolarmente per ciò che concerne le ecomafie, e di certo non potevamo restare inermi davanti ad una tale notizia. Così abbiamo approfondito, studiato e deciso di contattare l’Ambasciata giapponese in Italia per dei chiarimenti.
Nel giro di poche settimane abbiamo ricevuto la conferma per un’intervista esclusiva all’Ambasciatore giapponese in Italia Hiroshi OE, un’occasione per far luce sulla questione e per approfondire temi interessanti come i prodotti provenienti dai territori vicini a Fukushima» così iniziava l’inchiesta speciale compiuta dai giornalisti di Magazine Informare che aveva come protagonista la questione delle acque inquinate di Fukushima, trattata nel confronto tra l’Ambasciatore Giapponese in Italia Hiroshi Oe ed Angelo Morlando e Antonio Casaccio, rispettivamente Responsabile Scientifico e Direttore Responsabile di Informare. In occasione della V edizione del Premio Europeo di Giornalismo Investigativo e Giudiziario Evolution 2021 tenutosi il 19 novembre 2021 presso il Vestibolo Superiore della Reggia di Caserta, Informare è stato media partner dell’evento, ma non solo.

Durante la serata, sul palco Angelo Morlando, in rappresentanza della squadra di Informare, ha ricevuto il riconoscimento per l’inchiesta giornalistica su Fukushima con una targa di premiazione a nome della testata Informareonline. «L’inchiesta è nata quasi per caso: stavamo chiudendo il numero di marzo 2021 ed ho iniziato a leggere, su numerose testate, alcune anche di fama mondiale, dei grandi titoloni che facevano intendere che il Giappone stesse scaricando centinaia e centinaia di tonnellate di acqua contaminata della Centrale Nucleare di Fukushima in mare. Ma vedendo che in questi articoli vi erano dichiarazioni non complete, ho iniziato ad avere dei sospetti.
A quel punto andammo a studiare sui siti specifici della Centrale di Fukushima i documenti ufficiali e scoprimmo che dicevano tutt’altro. Successivamente, dunque, abbiamo scritto all’Ambasciatore Giapponese a Roma per ricevere dei chiarimenti in virtù di questa questione. L’Ambasciatore Hiroshi Oe ci ha ricevuti nella Capitale, dandoci non solo la possibilità di fare delle domande, ma ci ha anche dato dei documenti ulteriori su cui continuare l’inchiesta» afferma Angelo Morlando, concludendo con un ringraziamento a tutta l’organizzazione del Premio.
In merito a questa inchiesta è stata premiata anche l’Ambasciata dello Stato del Giappone in Italia che così ringrazia per il Premio ricevuto: «Vi siamo grati per l’assegnazione del premio Europeo di Giornalismo Investigativo e Giudiziario, sezione “Countries committed to the protection of the ecosystem and the ecosphere of our planet”, per la risposta del Giappone alle conseguenze dell’incidente nucleare di Fukushima Daiichi.
Dopo l’incidente, il Giappone, in collaborazione con varie organizzazioni nazionali e internazionali, ha portato avanti un processo di disattivazione sicuro e costante, riconoscendo le revisioni sotto il monitoraggio dell’AIEA. Contemporaneamente a ciò, siamo sempre stati trasparenti nello spiegare alla comunità internazionale il nostro approccio alla disattivazione, compresa la gestione delle acque trattate da ALPS.
Continueremo a garantire il rispetto delle leggi, dei regolamenti e delle norme nazionali e internazionali, e a prendere misure con la massima considerazione per l’ambiente, la salute e la sicurezza umana, continuando a fornire informazioni sempre accurate, basate su prove scientifiche, utilizzando vari canali, al fine di limitare l’impatto delle fake news. Pertanto, auspichiamo che l’impegno del Giappone sia adeguatamente compreso dalla comunità internazionale».
Un’inchiesta di grande spessore per dare voce ad un problema reale, ma soprattutto per ribaltare la serie di numerose fake news dalla quale il giornalismo italiano e mondiale viene sommerso ogni giorno.
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE
N°224 – DICEMBRE 2021
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