
Se si pensa al tennis non può non venire subito in mente il nome di Roger Federer. Un connubio perfetto, una vita in due: Federer e il tennis, il tennis e Federer. Un mix di eleganza e talento racchiusi in uno dei campioni sportivi più influenti del mondo. Un nome, che unisce qualsiasi tifoso e appassionato di questo sport e non. Perché chiunque abbia avuto sott’occhio una partita del Maestro, anche per sbaglio, non può non essere rimasto folgorato dalla classe con cui quella racchetta mette la palla a terra, punto dopo punto.
Un talento naturale, che va al di là degli allenamenti e dell’esercizio: un qualcosa di innato e di sensazionale. Il tennista svizzero con il proprio allenatore, Peter Carter, che sarà sempre al suo fianco fino al tragico incidente che lo porterà alla morte, a 11 anni inizia a fare sul serio. A 15 è campione svizzero under 18 e a 17 vince l’Orange Bowl, il torneo juniores più importante del mondo. Chiude quell’anno, il 1998, da numero 301 nel ranking. L’anno successivo è già 64esimo, il più giovane nella top100. La scalata verso la vetta continua, anno dopo anno: nel 2003, a 22 anni, vince il suo primo Slam a Wimbledon e chiude la stagione da numero 2.
È il 2 febbraio del 2004 quando Roger Federer, dopo aver vinto gli Australian Open, sorpassa Roddick e diventa il numero 1 assoluto a livello mondiale. Resterà in cima per ben 4 anni, precisamente 237 settimane consecutive, fino al 18 agosto 2008: un record senza eguali e che lascia trapelare appena la grandiosità di questo atleta. Nel 2012, con il settimo sigillo londinese in carriera, ritorna al numero 1, portando il record di settimane in cima alla classifica a 302, fino al 5 novembre dello stesso anno. E non sarà l’ultima volta: tornerà sul trono anche nel 2018.
Difficile individuare un periodo preciso, ma sicuramente il 2006 e il 2007 sono stati anni sensazionali per Federer, soprattutto per i trofei messi in bacheca. Il bottino complessivo di quei due anni conta 20 tornei vinti, di cui 6 Slam, precisamente due Wimbledon, due Australian Open e due US Open. Due triplette per ben due anni consecutivi: all’appello mancano solo i Roland Garros di Francia, che gli impediscono di realizzare l’ambito Grande Slam. In particolare, nel 2007 vince in Australia senza perdere neanche un set: uno dei pochi a poter vantare questo primato.
L’erba di Wimbledon, però, avrà sempre un posto speciale nel suo cuore. Federer è attualmente il giocatore che può vantare il maggior numero di vittorie a Londra: sono ben 8 gli Slam conquistati qui, di cui 5 vinti consecutivamente. L’ultimo se l’è aggiudicato nel 2017 contro il tennista croato Marin Cilic. Un’annata che segna il ritorno di Federer ai grandi livelli, nel corso della quale batte diversi record: raggiunge i 10.000 aces in carriera e le 317 vittorie, superando Serena Williams, e diventa il giocatore maschio più vincente sul campo londinese (85 partite vinte).
Dopo 5 successi consecutivi a Wimbledon, è Rafa Nadal, il suo rivale in campo per eccellenza, ma grande amico nella vita, a impedirgli nel 2008 di portare via il sesto. Sconfitta amara per lo svizzero, alla quale seguono le eliminazioni a Toronto e a Cincinnati. La conseguenza di questi ultimi risultati arriva il 18 agosto 2008 con la perdita della prima posizione nella classifica ATP, in favore proprio dello spagnolo. Nello stesso anno inizia ad accusare dei problemi alla schiena, che ancora oggi a volte lo costringono a tenersi lontano dal campo.
Il 2009 si apre con un’altra battuta d’arresto nella finale degli Australian Open, sempre contro il solito Rafa: è ormai consuetudine per i due contendersi i titoli più ambiti. Ma, nonostante le lacrime versate al termine della partita, la ripresa psicologica non tarda ad arrivare, questa volta sul campo mai riuscito a conquistare. Nel 2009, dopo tre finali consecutive perse nei tre anni precedenti, Roger Federer si impone nei Roland Garros, realizzando finalmente il Career Grand Slam: è il sesto nella storia a riuscirci – successivamente lo faranno anche Nadal e Djokovic –.
Il 2 febbraio del 2016, Federer è costretto ad operarsi al ginocchio a causa di un infortunio domestico, che segna il primo stop reale della sua carriera. In quell’anno, per la prima volta dal 2000, lo svizzero non conquista neanche un torneo. L’ansia del ritiro nel cuore dei tifosi, però, dura poco, perché il Divino torna in campo l’anno successivo regalando una doppietta a Melbourne e a Londra. Il 2018 non è da meno: con un’ulteriore vittoria in Australia, Federer conquista il suo 20° Slam in carriera e torna ad essere il numero 1 al mondo nel ranking ATP. E per non farsi mancare nulla, segna anche il record di anzianità: a 36 anni e 195 giorni, dopo 5 anni e 106 giorni, torna sulla vetta del mondo.
La rivalità in campo con Rafa Nadal riempirà per sempre una pagina storica di questo sport. Due uomini contrapposti per stile di gioco e carattere, due campioni indiscussi, legati da stima e affetto reciproci, che hanno regalato al pubblico sfide epiche all’insegna dell’onore e del rispetto. Antagonisti per quelle tre o quattro ore di gioco, amici nella vita reale: tutto quello che di bello lo sport può insegnare. Cinquanta, invece, le sfide con Novak Djokovic, anche queste memorabili e segnate da un talento indiscutibile schierato da entrambi i lati del campo.
Roger Federer attualmente conta in bacheca 20 Slam, di cui 8 Wimbledon, 5 US Open, 1 Roland Garros e 6 Australian Open, e oltre 100 tornei vinti. Record su record, che segnano già adesso una carriera senza eguali, scritta sulle note del rispetto, dell’eleganza e del talento. E chissà quante altre emozioni ancora quel tennista di Basilea potrà regalarci con una racchetta in mano.
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