
Immagini patinate, modelle bellissime in abiti costosi o senza veli, pose e luoghi eccentrici o sterili. Quante ne abbiamo viste sui magazines e poi in rete?
La percentuale di modelle molestate psicologicamente e fisicamente è inquantificabile se si pensa che molte non sono state neanche in grado di denunciare gli accaduti.
Un po’ perché intimidite, terrificate di come la società potrebbe additarle, un po’ perché spaventate di rovinare una reputazione professionale ancora in divenire. La donna è continuamente vittima di violenze e l’opinione pubblica cerca in ogni modo di colpevolizzarla per ciò che indossa, ciò che ha fatto o detto per istigare il molestatore.
Le foto di nudi, soprattutto, non hanno valenza accondiscendente ad atti sessuali. Deve essere un concetto chiaro e ben inculcato per rendere l’ambito lavorativo un luogo protetto.
Ciò vale ovviamente per qualsiasi contesto, anche al di fuori della moda.
di Chiara Del Prete
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