
Quando si racconta una storia si inizia dal principio, volendo esagerare si può partire dalla conclusione. Ma la vittoria dell’Italia ad EURO2020 si racconta partendo da metà manifestazione. Dopo i gironi, all’improvviso, la Nazione ed i tifosi hanno scoperto la Nazionale di Mancini. Un gruppo che nasceva dalle ceneri di un insuccesso, la squadra che fallendo la qualificazione ai Mondiali del 2018 aveva gettato nello sconforto, non solo i tifosi azzurri, ma probabilmente l’intero sistema, lasciando una profonda scia di delusione e sfiducia.
Donnarumma, Meret, Sirigu, Acerbi, Bastoni, Bonucci, Chiellini, Di Lorenzo, Florenzi, Spinazzola, Toloi, Barella, Cristante, Jorginho, Locatelli, Castrovilli, Pessina, Verratti, Belotti, Berardi, Bernardeschi, Chiesa, Immobile, Insigne, Raspadori. Questi i convocati dal Mister, giocatori che nelle loro squadre di club si sono fatti notare raggiungendo anche importanti traguardi, ma che all’inizio ci sono sembrati troppo inesperti ad una grande competizione o forse poco amalgamati tra loro.
Invece, fin dai primi calci al pallone si sono dimostrati coesi e felici di giocare insieme. Un gruppo che partita dopo partita sembrava scendere in campo allegro e spensierato, anche troppo. Ma Mancini era stato chiaro fin dal principio: “Scenderemo in campo per divertirci e far divertire” e così è stato.
Una dopo l’altra le grandi Nazionali europee si sono dovute piegare ad un gioco fatto di scambi veloci ed individualità messe al servizio del collettivo. E se Turchia, Svizzera e Galles erano sembrati a tutti dei facili ostacoli da superare, l’Austria agli ottavi ha subito dato la misura della forza del gruppo. Era la partita che poteva spegnere gli entusiasmi invece li ha portati alle stelle.
Incontrare il Belgio ai quarti, la squadra prima nel Ranking Mondiale, ha fatto temere il peggio. Conosciuti e temuti i belgi hanno subìto il gioco degli azzurri lasciandoli liberi di esprimersi e prevalere. La Spagna in semifinale ci ha fatti tremare e la partita si è decisa ai rigori dove è prevalsa la bravura del nostro portiere. Altrove, l’altra semifinale si chiudeva allo stesso modo mandando in finale l’Inghilterra.
Agli inglesi rimarrà la certezza di aver cantato vittoria troppo presto: “It’s coming home” hanno declamato per giorni, rivendicando l’invenzione del gioco calcio. “It’s coming Rome” gli è stato risposto da chi ha giocato il calcio più bello.
di Alessandra Criscuolo
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE
N° 220 – AGOSTO 2021
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