

Teatro Distinto è un’associazione culturale ormai da anni attivissima in campo teatrale, a Marcianise e dintorni e, tra spettacoli e corsi di recitazione (per bambini, adolescenti e adulti) è inarrestabile, soprattutto grazie a sogni e visioni del presidente Gabriele Russo. Il quale torna in scena, biondo e scatenato Ulisse, sul palco del Teatro Città di Pace di Caserta il 18 e 19 febbraio con l’inedito “UlisseRock” (di cui è anche regista e autore) riadattamento dell’Odissea di Omero. Che, come anticipa il titolo, avrà una forte impronta rock, tanto nella colonna sonora, che va dai Talking Heads agli U2, quanto nell’identità stessa di una storia che “è sempre stata fortemente rock”, spiega lo stesso Russo.
“La forza, l’energia e l’epos di questo genere musicale – spiega – è lo stesso del racconto omerico, come lo è di chi, tra cui Ulisse, Penelope, Circe o altri personaggi del mito, hanno saputo diventare iconici. Ma quello che trovo rock è anche il potere del teatro, che sembra stia rinascendo più acceso dopo la crisi pandemica, e la voglia di attori ancora in formazione di lanciarsi e provarsi, proprio come fecero Ulisse, i suoi uomini o Telemaco”.
Russo è anche professore di materie umanistiche nella scuola secondaria e questo non intacca per nulla l’attività teatrale: “anzi, da quando vivo anche dalla cattedra l’epica e la letteratura, sono ancora più affascinato da certe opere che vorrei portare a teatro una dopo l’altra!”.
Il settore della cultura e dell’intrattenimento, si sa, vivono una situazione non facile, come testimoniano le chiusure dei tanti multisala, eppure la nostra speranza è che i teatri continuino a resistere anche grazie a storie che riescano ad arrivare a tutti. “È soprattutto da quando ho intrapreso in maniera più solida il percorso teatrale che ho avuto modo di imbattermi in giovani e giovanissimi che hanno una voglia pazzesca di tirare fuori la loro voglia d’arte che è, o almeno dovrebbe essere, anche voglia di crescita personale. Il teatro ha una grossa responsabilità nel farci evolvere, da artisti come da spettatori”.
“E per poter rendere concreta questa evoluzione trovo sia importante il linguaggio che adotta. L’autorevolezza non si conquista a colpi di testi ingarbugliati e oscuri. Ma può farlo con onestà, specificità e sincera attenzione a chi ascolta. Le nicchie che si preoccupano solo di se stesse non vanno da nessuna parte. Io sogno un teatro che sia sempre più per tutti e di tutti. E fatto col cuore”.
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