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MANN: un museo a "regola d'arte"

Ludovica Palumbo
Ludovica PalumboRedazione Informare
2 febbraio 20224 min di lettura

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MANN: un museo a "regola d'arte"

Incontro speciale con Paolo Giulierini, direttore del MANN

Il MANN, acronimo che sta per Museo Archeologico Nazionale di Napoli, nasce nel 1816 su iniziativa di Ferdinando I delle Due Sicilie. Tra le sue principali collezioni annoveriamo la collezione Farnese, le collezioni pompeiane e la collezione egizia (tra le più importanti al mondo). Con i suoi secoli di storia, il MANN è oggi considerato uno dei più importanti musei archeologici al mondo.

E per saperne di più della sua storia e di come si è evoluto nel tempo, abbiamo incontrato il suo attuale direttore, Paolo Giulierini.

Direttore, come descriverebbe il MANN, una delle realtà culturali più importanti del nostro territorio.

«Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli non è soltanto un’enciclopedia dell’antico, con preziosi reperti che spaziano dalla preistoria alla tarda romanità, il MANN è un mondo che cambia: un Istituto che riscopre i propri tesori e li presenta in allestimenti interattivi, un Museo in dialogo con il quartiere e una fucina di ispirazione per grandi mostre internazionali. Mi piace pensare all’Istituto che dirigo come a un riferimento imprescindibile per l’archeologia di tutto il mondo e, nello stesso tempo, come al centro di relazioni che partono dal cuore della città di Napoli.
Si potrebbe parlare di una dimensione glocal, io preferisco immaginare una realtà viva, che va oltre le etichette».

Cosa consiglierebbe lei ai visitatori che ogni giorno arrivano al MANN da tutto il mondo?

«Il MANN offre ai visitatori collezioni che fanno parte della storia dell’archeologia mondiale e, nello stesso tempo, organizza importanti esposizioni, anche di arte contemporanea.
Consiglio di visitare la mostra “Gladiatori”, in programma sino al 18 aprile 2022: si possono scoprire 160 reperti che tracciano le luci e le ombre di un mito, con una sezione a latere dedicata alla didattica e alla conoscenza della Gladiatorimania. Un evento da non perdere, per grandi e piccini».

Tra tutte, c’è qualche iniziativa di cui lei è particolarmente fiero?

«Beh sì, tra tutte forse c’è l’aver inaugurato, a ridosso delle festività natalizie, la mostra “Giocare a regola d’arte”, curata da me ed Ermanno Tedeschi. Abbiamo scavato nei depositi del MANN e portato alla luce i giocattoli dei piccoli romani, legandoli a pezzi da collezioni del Novecento e a creazioni di arte contemporanea. Una maniera per raccontare un mondo dell’infanzia che rimane simile attraverso i millenni e un invito a difendere l’aspetto più ingenuo che c’è in tutti noi. Dedico l’esposizione ai nostri giovani visitatori, che vivranno il Museo anche nel futuro».

Anni ed anni di storia ed esperienza per arrivare al 2019, anno buio per tutta l’umanità. La pandemia da Covid-19 sconvolge il mondo. C’è la chiusura di tutte le attività, tra queste, anche i centri di diffusione culturale. Come è stato per il MANN il primo lockdown?

«La prima chiusura è stata traumatica, come per tutti, ma ci siamo fatti forza. Come avviene nelle campagne, ci siamo simbolicamente rifugiati in casa per attendere la ripresa delle semine e dei raccolti. Abbiamo lavorato tantissimo: tra progetti espositivi e scientifici, non abbiamo rinunciato al dialogo con il pubblico grazie alle nuove tecnologie. Il MANN è stato il Museo più attivo su Facebook a marzo e settembre 2020 (riconoscimento pervenutoci dal Politecnico di Milano)».

Avete mai paura per il futuro del museo, visti i continui cambiamenti della curva epidemica?

«Penso che, in questo momento, il sentimento umano della paura debba essere accantonato grazie al valore della responsabilità.
Siamo tutti chiamati, il mondo della cultura in primis, ad assumere atteggiamenti solidali e rigorosi. Forse la speranza, più che un augurio, è un principio da vivere, in particolare in questo inizio anno, quando le nubi che si addensano ci fanno ricordare un triste e recente passato».

Grazie davvero per queste parole direttore. Un’ultima domanda: quali sono i progetti in vista per il MANN?

«Il MANN è un cantiere di idee e progetti: nell’estate di quest’anno, allestiremo la sezione della Campania Romana, con circa 200 reperti che narreranno i diversi centri della cultura antica regionale, dalle città vesuviane al litorale flegreo. Ancora, in autunno, presenteremo al pubblico la Sezione Tecnologica Romana, che svelerà le competenze tecniche dei nostri antenati, in un dialogo costante tra manufatti del passato e ricostruzioni progettate grazie alla rete scientifica con il Museo Galileo.
Da non perdere, da fine 2022-inizio 2023, i nuovi allestimenti dedicati a Cuma e Neapolis. Tra le grandi mostre in calendario nei prossimi mesi, ecco un focus sulla Sardegna megalitica, in un connubio sempre originale tra archeologia e tecnologia».

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°226 – FEBBRAIO 2022

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  • #intervista
  • #mann
  • #Paolo Giulierini
Ludovica Palumbo
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