
“La mossa del cavallo” a dama permette al giocatore di liberarsi da un impedimento e di uscire da una situazione critica; in senso figurato, è quello che serve all’Italia in questo momento storico.
«Dopo la peste c’è stato il Rinascimento, dopo il coronavirus può esserci una ripartenza se smettiamo di piangerci addosso», ha spiegato Renzi. «Quando mi raccontano che il Mezzogiorno è assistenzialismo, dovrebbero ricordare cos’era il Mezzogiorno quando la centralità del lavoro faceva di questa terra un esempio per il mondo. Per ripartire, soprattutto al Sud, bisogna puntare sull’occupazione, non sull’assistenzialismo o sui sussidi»

«La maggioranza al Governo c’è e sono sicuro resisterà per arrivare all’elezione del Presidente della Repubblica in modo serio, per evitare un Presidente sovranista e individuare una persona che ha l’europeismo nel Dna.
Nei prossimi 10 anni a livello di politica internazionale sarà un caos. Stati Uniti e Cina discuteranno e sarà il decennio della competizione a Est. La Russia ha sempre più potere e Putin ha il controllo del Mediterraneo. Nessuno ne parla, ma l’Italia ha perso l’influenza politica in Libia perché ha dormito.
L’Europa è in una fase interessante di riflessione e in 4 mesi ha cambiato tutto grazie a tre donne di destra: Ursula Von Der Leyen, Angela Merkel e Christine Lagarde; ma l’Italia è penalizzata perché non ha una destra di riferimento, visto che c’è Salvini. Per questo ci sono tante sfide da vincere».
In questo scenario complesso Italia Viva sta cercando di portare avanti tante battaglie e si prepara alle prossime elezioni regionali scendendo in campo per la prima volta.
«Nazionalizzare queste elezioni è costituzionalmente scorretto, per cui saranno un banco di prova per Italia Viva, non per il Governo. In Campania abbiamo appoggiato Vincenzo De Luca, il candidato più vicino a noi».
L’intero confronto si è poi spostato sulla doverosità di lavorare per le nuove generazioni e il loro futuro, e di conseguenza sulla questione “scuola”.
«Si è perso il valore sociale della scuola e questo è pericolosissimo e deriva da tante cose: mancati investimenti, cultura televisiva, social network, da un eccesso di sindacalizzazione e burocratizzazione. Viviamo in un Paese che ha chiuso la scuola prima di chiudere le stazioni sciistiche e chi dice che la didattica a distanza va incrementata dice una follia.
Ho indirizzato la lettera finale del mio libro proprio ai giovani, per i quali quest’estate saremo a Castrocaro per fare formazione politica.
La classe dirigente non si costruisce con slogan o tweet e i ragazzi che hanno voglia di impegnarsi in politica vanno guidati e sostenuti perché “politica” non è una parolaccia. Fare politica non vuol dire cercare il potere, ma cercare di potere. Potere inteso come verbo, come poter cambiare le cose, ed è quello a cui punta Italia Viva».
di Mara Parretta
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