
Sono ben 23 le persone destinatarie delle misure cautelari eseguite nella giornata di ieri, a seguito dell’ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Salerno su richiesta della Direzione Dostrettuale Antimafia della procura della città.
Di questi, 22 sottoposti a custodia in carcere ed 1 agli arresti domiciliari, indagati, a vario titolo, per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, detenzione a fini di spaccio di stupefacenti, estorsioni, rapine, ricettazione e detenzione e porto illegale di armi, tutti aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose.
Il provvedimento si pone come secondo atto di uno sviluppo investigativo – tuttora parziale – da tempo in corso nell’agro nocerino-sarnese e che già ha condotto all’emissione dell’ordinanza cautelare eseguita il 2 dicembre 2002 nei confronti di diversi appartenenti ai clan camorristici confederati “Fezza-De Vivo” e “Giugliano” operanti nell’hinterland di Salerno. Il prosieguo investigativo, che ha portato a questo secondo blitz, è stato coadiuvato dalle dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia che hanno deciso tale percorso proprio a seguito del predetto provvedimento restrittivo del dicembre ’22.
La ricostruzione riportata nell’impostazione accusatoria condivisa allo stato dal GIP, evidenzia uno stretto reticolo di alleanze intessuto da Rosario Giugliano anche con esponenti di spicco appartenenti ad altri gruppi camorristici, operanti su territori limitrofi, che si concretizza in attività eclettiche che vanno dallo spaccio di significativi quantitativi di sostanze stupefacenti, al controllo egemonico del territorio attraverso attività estorsive ai danni di imprenditori e commercianti nonchè all’infiltrazione nel tessuto economico locale anche grazie all’appoggio di imprenditori compiacenti a danno dei loro colleghi concorrenti, costretti a pagare al clan fino a 5000 euro al mese.
Il provvedimento cautelare, che cristallizza quanto finora emerso nel corso delle indagini preliminari, è suscettibile di ulteriori sviluppi, e le accuse così formulate saranno sottoposte al vaglio del giudice nelle fasi ulteriori del provvedimento.
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