
Restare inermi di fronte a tutto questo non è la soluzione migliore.
In altre località italiane dove si verificano situazioni simili, sono state presentate valide alternative a questi comportamenti indecorosi, attraverso interventi concreti ed iniziative degne di nota.
Si tratta, infatti, di un’iniziativa nata per riqualificare un quartiere degradato di Catania dove regnava la malavita. All’entrata e all’uscita da Librino, il sottopasso che porta al quartiere è tappezzato di foto degli abitanti adulti e bambini, una scritta all’ingresso augura il “benvenuto” e recita: “Noi ci abbiamo messo la faccia”. All’uscita la stessa frase accompagnata da un “arrivederci”.
L’idea di investire sui più giovani, valorizzando la loro vena artistica, è importante.
I giovani che imbrattano i muri di edifici pubblici manifestano un disagio che va ascoltato e trasformato in qualcosa di positivo.
Se si riuscisse a trasformare la protesta e la violenza dei ragazzi in riscatto, le loro frasi e i loro pensieri riportati barbaramente sulle mura, potrebbero trasformarsi in opere d’arte.
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE
N°229 – MAGGIO 2022
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