
Un esperimento letterario, strutturato in una prosa poetica, che ripercorre la vera storia della poetessa francese Renèe Vivien, più conosciuta con lo pseudonimo di Pauline Tarn.
Dichiaratamente omosessuale, quest’ultima si batté molto per affermare la sua libertà di amare.
Le sue opere sono state in seguito apprezzate anche grazie alla riscoperta delle opere greche di Saffo, poetessa notoriamente lesbica.
«Trovo che abbia avuto un coraggio straordinario, portando nei salotti francesi la sua omosessualità e diversità, infischiandosene di chi tentava di osteggiarla. Lei amava le donne e decise di vivere liberamente la sua natura».
Il romanzo, ambientato nella Parigi di fine ‘800, racconta della giovane Pauline che si trova per la prima volta a sperimentare il “desiderio”. L’incontro con Violet, figura chiave, passione intensa e quasi eterna della sua vita, oltre a generare allarme nella sua famiglia, che deciderà di allontanarla da Parigi, farà maturare in lei la consapevolezza della diversità.
Ormai cresciuta e pienamente cosciente della sua omosessualità, Pauline fa rientro a Parigi, dove ritrova Violet. La sua nuova “vita anticonformista”, per quanto voluta, le causerà numerosi scompensi emotivi nel corso del tempo, riassunti nelle varie relazioni della donna.
Un manifesto, quello scritto da Michele Caccamo, che vuole essere una provocazione nei confronti delle convenzioni sociali odierne che, altro non fanno, che erigere muri tra le persone, impedendo loro di amarsi.

Scrittore, paroliere e drammaturgo italiano, Michele Caccamo narra e racconta dell’amore omosessuale attraverso una poesia profonda ed empatica in un libro che ambisce a diventare un progetto condiviso con alcune scuole italiane.
«Nella profonda crisi che l’editoria sta vivendo, il ruolo dell’autore deve essere quello di armarsi della propria opera e andare incontro al lettore», ha commentato Caccamo. «Faccio un appello ai presidi delle scuole: aprite le aule di scuola agli scrittori. Io, infatti, andrò a parlare non solo di omosessualità, ma anche e soprattutto d’amore».
«Bisogna educare i ragazzi a rispettare l’altro, qualunque sia la sua tendenza sessuale e la sua provenienza. L’istituzione scolastica ha un ruolo fondamentale nella formazione dell’identità di genere e nel rispetto di quest’ultima».
Il trascorso giudiziario travagliato di Michele Caccamo, che lo ha visto vittima della malagiustizia con tre anni di custodia cautelare e con un’accusa rivelatasi poi infondata, lo ha reso un autore che ha fatto della sua innocenza comprovata motivo di una rinascita umana. Un inno alla libertà, quello contenuto nelle pagine di “Con le mani cariche di rose”, che nessuno meglio di lui avrebbe saputo interpretare, avendo sperimentato, sulla propria pelle, cosa significhi esserne privati.
di Carmelina D’aniello e Daniela Russo
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°195
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