
Una vita straordinariamente unica quella di van Gogh, il cui nome completo è Vincent Willem van Gogh (1853-1890), pittore olandese, che vivrà in epoca ancora impressionista ma sarà un vero e proprio pioniere dell’espressionismo.
Autore di oltre 850 opere, nonostante la breve vita conclusa a 37 anni, per effetto di un colpo di pistola che lo raggiunge in circostanze misteriose.
A Napoli, al Palazzo Fondi, la mostra van Gogh Multimedia e la Stanza segreta – ideata e prodotta da Navigare Srl e patrocinata dal Comune di Napoli – disegna un viaggio dell’artista e di suoi amici artisti dall’Impressionismo alla Belle Époque. Curata da Giovanna Strano e Maria Rosso, l’esposizione si muove lungo il percorso artistico del Maestro portando davanti al pubblico in formato digitale i capolavori presenti nei musei di Amsterdam, Londra, New York e Parigi. Questo format rende possibile la fruizione per il pubblico di oltre 900 capolavori, tra i quali i Girasoli e la Notte Stellata.
Amante della notte più del giorno, van Gogh dirà a suo fratello: «Sai Theo, non so spiegarti con esattezza il perché, ma la vista delle stelle mi fa sempre sognare».
«Quando si fa il pittore, o si passa per pazzi oppure per ricchi; una tazza di latte ti costa un franco, una pagnotta due, e intanto i quadri non si vendono. Ecco perché bisogna mettersi insieme, come facevano gli antichi monaci, i fratelli della vita in comune nelle nostre brughiere olandesi […] Non chiederei di meglio, ma poiché si tratta della vita in comune di diversi pittori, io dichiaro che anzitutto ci vorrebbe un abate per mantenere l’ordine e che naturalmente questi dovrebbe essere Gauguin».
Le opere originali provengono da collezioni private, e la stanza Segreta è curata da Vincenzo Sanfo per Diffusione Italia International Group. Con 12 opere originali di 8 grandi artisti del caleidoscopico periodo impressionista e delle sue derivazioni, la Stanza segreta allestita all’interno della mostra a Napoli è un omaggio dunque, al sogno irrealizzato di van Gogh: costituire un collettivo di artisti accomunati dallo spirito d’avanguardia, Atelier du Midi, nella casa gialla di Arles. Il progetto, condiviso in un primo momento con Paul Gauguin, non trovò mai realizzazione.
Il curatore Vincenzo Sanfo racconta in conferenza che «quella di van Gogh a Napoli è una mostra che permette di immergersi dentro alla pittura e al suo mondo di uno dei protagonisti rivoluzionari dell’arte del nostro tempo. Una vita travagliatissima che affascina ancora il grande pubblico. Una mostra dunque, immersiva che consente di entrare nel colore e nella fantasia del pittore. Grazie a van Gogh l’arte è più vicina a noi, e in questa mostra questa sua arte si adatta alle nuove tecnologie».
In mostra troveremo il suo parente Anton Mauve, grande artista dell’epoca; ci sono poi, gli altri come Cézanne; c’è un lavoro originale di van Gogh; c’è il lavoro di Adolphe Joseph Thomas De Monticelli l’artista da lui amato. La mostra di Napoli anzi evidenzia cosa ha preso van Gogh da Monticelli. C’è poi, Toulouse Lautrec e Fernand Cormon, primo grande maestro di van Gogh. Insomma, amici che hanno accompagnato la sua vita e la sua ricerca artistica.

Suggestiva è la riproduzione in dimensioni reali della celebre stanza da letto della casa gialla di Arles in Provenza, in cui l’artista visse per un breve ma significativo periodo tra il 1888 e il 1889. Completa la mostra una collezione di abiti artistici dedicati alle opere di van Gogh e facenti parte del progetto culturale “Art Couture Sicily” ideato dalla fashion art designer Gisella Scibona, attivamente impegnata nel settore, anche in favore di altri artisti.
Ospiti di mostra infine, tre mosaici realizzati dai bambini della “Fondazione Bambini e Autismo Onlus” di Pordenone, sul modello di altrettanti noti dipinti di van Gogh.
Una mostra ricca di tecnologia e di colore. «Le leggi dei colori sono inesprimibilmente belle, proprio perché non sono dovute al caso».
Al Palazzo Fondi l’esposizione resterà visitabile fino a 26 Giugno.
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