
Il 2021 è ormai alle spalle ed è tempo di bilanci in casa Napoli in vista della ripresa del campionato di Serie A che vedrà la squadra di Spalletti doversi confrontare con la Juve di Massimiliano Allegri.
E allora proviamo a fare un bilancio di questo Napoli, passato dalle mani di Gennaro Gattuso a quelle di Luciano Spalletti.
Dall’inizio del Campionato ad oggi ci sono state diverse partite che hanno regalato ai tifosi Partenopei bellissime emozioni e soddisfazioni purtuttavia ve ne sono altrettante da dimenticare.
Insomma un Napoli altalenante, che se da un lato ha fatto comprendere di avere una rosa competitiva, solida e compatta dall’altro ha mostrato in alcune occasioni un pò di discontinuità, frutto anche degli impegni in Europa League nonché della “ sfortuna” che ha colpito alcuni calciatori ( tra infortuni vari e casi di covid).
La compagine azzurra capitanata da Mister Spalletti, nonostante alcuni momenti di stanchezza, ha fatto ben capire di essere in grado di mantenere un ottimo stato di forma e di voler lottare costantemente per lo scudetto, insieme alle Milanesi Inter e Milan
Insomma la squadra di Spalletti rispetto a quella guidata da Gattuso è tutta un’altra storia.
Alcuni errori tattici non sono stati ancora cancellati, come ad esempio il costante venir meno nei momenti più cruciali della stagione.
Ma non si può non notare che tra le due gestioni vi sono evidenti segni di miglioramento.
Il rapporto tra la tifoseria Partenopea e la sua squadra si era deteriorato all’indomani della famosa partita contro il Verona, che valse al Napoli la mancata qualificazione in Champions League.
Il merito del nuovo tecnico è stato quello – come più volte ribadito dallo stesso- di trasmettere ai suoi ragazzi una mentalità vincente da “zero alibi”.
Inoltre è stato in grado di aver creato un gruppo forte e coeso, senza primedonne ma con calciatori ben concentrati, motivati e ben disposti ad sorreggersi gli uni con gli altri, insomma una vera e propria squadra.
Da un punto di vista tattico, l’allenatore toscano è stato in grado di mettere in campo una vera e propria rivoluzione utilizzando gli stessi undici titolari dell’anno precedente.
Come richiesto dal Presidente De Laurentiis ha valorizzato appieno la rosa a disposizione a 360 gradi.
Ad ognuno di loro ha riconosciuto la giusta importanza ( tutti sono utili) e li ha alternati nei momenti di maggior stanchezza.
Il turnover messo in campo da Mister Spalletti ha consentito di avere una squadra sempre diversa e fresca.
Il tecnico inoltre ha riconosciuto in Koulibaly un giocatore di grande valore e forse l’unico che appare indispensabile.
Il difensore senegalese nel gioco di Spalletti è divenuto un vero e proprio leader.
Anche i suoi sostituti, Rhamani o Jesus, sembrano essere in ottima condizione fisica e molto motivati dal gioco del tecnico, nonostante le svariate panchine.
Nel gioco di Spalletti anche Fabian Ruiz ha ritrovato la sua giusta collocazione.
Fisicamente è apparso in forma e con un rendimento a dir poco ottimo a centrocampo, ma anche in termini di gol e assist.
Con i suggerimenti tecnici di Mister Spalletti si è spesso inserito in aria sui cross o rimane al limite per eventuali tiri da fuori.
Ottimo anche il rapporto di squadra col neo acquisto Anguissa che agevola il fantasista spagnolo permettendogli di avanzare facilmente senza lasciare scoperta la difesa in caso di possibili contropiedi.
Il gioco di Spalletti – rispetto al tecnico calabrese – è indubbiamente incentrato sul gioco verticale con lunghi lanci dalla difesa. In questo gioco verticale il vero protagonista è Victor Osimhen, croce e delizia delle squadre avversarie.
Il bomber Nigeriano infatti – per la sua velocità – è micidiale nel calcio verticale.
Molte reti sono state finalizzate dal calciatore proprio su lanci lunghi.
Insomma appare abbasta evidente che il Napoli di questa prima parte di campionato sia una squadra promettente. Basta pensare infatti alle prime dodici giornate.
Spalletti ha creato una bella squadra forte ed unita che è in grado anche di scrollarsi di dosso momenti di difficoltà.
Ma, anche se l’Inter ad oggi sembra essere la squadra più favorita per lo scudetto, il Napoli ha fatto ben comprendere di esserci e di non voler mollare e di voler lottare fino alla fine per lo scudetto.
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