
Leggere, sottolineare, schematizzare, ripetere, rileggere, ripetere ancora, rileggere meglio perché qualcosa proprio non si ricorda, e cavolo mancano meno di 24 ore!
Chi sta vivendo questa routine intensiva? Se ti riconosci in questa frenesia non puoi che essere uno studente.
L’esame di Maturità è ormai sulla soglia e il cuore incalza. Ma va bene, vivila quell’ansia, ti aiuterà a dare il meglio di te. Alle volte ci si stupisce per cosa si riesce a fare sotto pressione, davvero.
Ok, se stai leggendo questo articolo sicuramente ti stai regalando un momento di pausa dallo studio. Ok, te lo concedo. E’ importante anche riposare, soprattutto se, come in questo caso, bisogna raccogliere le energie.
Tuttavia, non perderne troppo di tempo. Sii produttivo ora. Te lo dico come un amico: stacca questo cellulare e riprendi a studiare. Bisogna fare economia di tempo e bisogna sapersi organizzare, perché stasera proprio non puoi negarti la possibilità di uscire e condividere queste ore, indimenticabili, con la tua classe o con i tuoi amici, anche loro maturandi.
“Questa notte è ancora vostra” vi direbbe Venditti. Ma non limitatevi alla notte: zaino in spalla e penna pronta, dateci dentro e fatevi valere! Dimostrate a tutti le vostre capacità. E sì, è vero che un voto, una prestazione, non vi definirà mai. E’ vero, è vero…ma non sentite quella scossa viva che accompagna le sfide? E dai, non fate i pigri e vincetela questa sfida. Sarà una gran bella soddisfazione.
Un consiglio che mi preme darvi in questo momento (sono forse un po’ paternale, sintomo che sto invecchiando) la vostra vera condizione umana dipenderà dallo sforzo che farete negli anni per cercare di non far esaurire il fuoco vivo della vostra giovane curiosità. Siate famelici di curiosità. Siate insaziabilmente curiosi. Andate al fondo delle cose e non date mai nulla per scontato, ovvio e definitivo.
Qualche citazione per gasarvi, farvi fare un po’ di ripetizione citazionistica, e infine ho un piccolo regalo per voi, all’epoca regalatomi da una persona speciale.
«Considerate la vostra semenza/ fatti non foste a viver come bruti/ ma per seguire virtute e canoscenza» – Dante, Inferno XXVI (P.s. non dimenticatelo mai)
«Sapere aude (aspirazione kantiana a camminare eretti ndr): abbi il coraggio di servirti della tua intelligenza, rivendica un uso pubblico della tua ragione. Non accettare nulla per dato, per scontato, per garantito da un’autorità, trascendente o mondana; verifica, sospetta, chiedi conto, domandati se non ti tocchi altro e di meglio da quello che ti viene offerto» – Daniele Giglioli, Oltre la critica, in XXI secolo, vol. II
Infine, vi allego qui il link di una bellissima poesia, di Costantino Kavafis, poeta greco, dal nome Itaca. Perché leggerla? Perché dopo che l’avrete fatto, avrete la mente piena di immagini vive di ricordi vissuti in questi cinque anni assieme a persone che prima vi erano estranee e ora vi sono fraterne (compresi anche i vostri professori). E’ questo tipo di emozioni che ci fa sentire vivi.
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