
Ottant’anni di attività e non sentirli!
Con amore e luce negli occhi Raffaele Corso ci racconta la storia del suo ristorante “I 4 Fratelli”
È un lungo cammino quello di questa “locanda”, come viene definita da Raffaele Corso con affetto, che inizia addirittura prima della Seconda guerra mondiale, quando a suo nonno furono affidati dei terreni da coltivare nel territorio di “Ponte a Mare”.
«Mia nonna era un’ottima cuoca – ci spiega il ristoratore- e tutto ha avuto inizio quando i cacciatori della zona portavano i loro prodotti e le chiedevano di cucinarli, da qui ha preso forma la nostra locanda, che poi si è trasformata ad oggi in un vero e proprio ristorante-pizzeria».
«Il nome fu dato dai clienti, perché all’inizio erano realmente quattro fratelli a gestire la locanda. Iniziammo anche ad organizzare eventi, piatti semplici e buona cucina attiravano la clientela. Quando fu costruito il Villaggio Coppola in estate nel nostro territorio arrivavano persone da Napoli, questo ha permesso al nome del nostro ristorante di crescere ed essere conosciuto anche in altre zone partenopee».
Raffaele ci racconta la sua passione per la cucina che nasce già da bambino. Ci spiega i sacrifici che comporta gestire un locale, le festività per lui e la moglie, con cui condivide la gestione dell’attività, sono ormai divenute un’utopia, considerando che un ristoratore deve lavorare anche e soprattutto quando gli altri sono in vacanza.
«Mia mamma – continua Raffaele – era la moglie di uno dei “quattro fratelli”, e inizialmente lavorava con la cucina a legna, quest’ultima si accendeva alle cinque del mattino e si spegneva a mezzanotte, nessuno si fermava un attimo, ci si fermava solamente per andare a dormire. Dopo il terremoto in Campania, e in particolare dall’ ’86 vi è stato un periodo di degrado, non solo per il nostro settore ma in generale del nostro territorio».
«C’è stato un fermo che definirei sofferente sotto tutti i punti di vista, fortunatamente però riaprendo con l’asporto siamo riusciti a tirare avanti, non tanto grazie alla cucina poiché non è frequente ordinare un piatto caldo da asporto, ma la pizza è stata richiestissima».
«Poiché lungo questo tratto di domitiana sono tanti coloro che hanno deciso di investire nella ristorazione, bisogna in qualche modo distinguersi: in primis ci tengo a specificare che mi occupo personalmente di ottenere e ricercare una buona materia prima, che possa fare la differenza. In particolare mi sono concentrato sulle cosidette “pizze speciali”, ed è così che è nata la pizza “Nonna Stella”».
«Mia nonna si chiamava così. Cercavo di proporre un antipasto diverso, innovativo ed è per questo che utilizzando l’idea di mia nonna di proporre un mix di verdure come entrée, ho aggiunto la mia idea di servirlo su una focaccia calda a forma di stella. Poi si è trasformata in una vera e propria pizza in cui ad ogni angolo sono racchiusi prodotti tipici del territorio. Il copyright e l’idea di brevettarla l’hanno resa la nostra pizza, quella “dei 4 fratelli”».
“Nonna Stella” ha portato clientela non sono dal napoletano, ma anche da località casertane che ad oggi raggiungono Raffaele non sono per la pizzeria ma anche per la ristorazione. I “4 Fratelli” ha avuto non solo la possibilità nel 2014 di ospitare eccellenze della Repubblica, ma il ristorante è stato anche premiato per la longevità della sua storia.
Essendo la struttura situata in una zona balneare, Raffaele ha ben deciso di proporre un antipasto originale da affiancare ad una cena a base di prodotti di mare: il Pignatiello Domizio. Un vero e proprio cestino di pizza con all’interno il pescato del giorno. A questi due punti di forza è stata dedicata anche una pagina Facebook di cui l’imprenditore è molto fiero.
In merito al futuro del suo ristorante, Raffaele spera in una possibile ripresa di questo settore, ma soprattutto auspica in una maggiore considerazione da parte delle istituzioni per tutelare maggiormente l’ambito “ristorazione”. E chissà se un giorno non possa realizzare la sua idea di creare un corso per futuri pizzaioli.
Torneremo a trovare Raffaele per sapere le novità.
di Clara Gesmundo
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