
Riportiamo un articolo di padre José M. Castillo, teologo di fama internazionale tradotto in italiano dal prof. Lorenzo Tommaselli
La decisione di Papa Francesco, secondo la quale le persone omosessuali possono contrarre un matrimonio civile, dal momento che il diritto canonico (can. 1055) definisce il suddetto matrimonio come “l’unione di un uomo e una donna per tutta la vita”, è stata una delle grandi notizie del momento, in un mondo così convulso per notizie sensazionali, come stiamo vivendo.
Come è logico, ha interessato soprattutto le persone omosessuali. Ma, se questa questione viene pensata con più calma, possiamo e dobbiamo dire che stiamo vivendo un evento che trascende il problema dell’omosessualità. Questo certamente. Ma non solo e non principalmente questo.
Senza esagerare in alcun modo, possiamo affermare con certezza che stiamo assistendo al superamento della stagnazione che la Chiesa si trascina da quando nel sec. XVIII è stata superata dall’Illuminismo.
La prima conseguenza che tutto ciò ha avuto, è che lo Stato della Città del Vaticano non ha potuto firmare – a questo punto e dopo tanti anni – la Dichiarazione universale dei Diritti Umani. E la prima cosa che viene in mente a chiunque è di pensare: un’istituzione che non può firmare i Diritti Umani, con quale autorità può predicare l’amore reciproco e universale come il primo e più grande comandamento che il Signore Gesù ci ha lasciato nel suo Vangelo? Questo, prima di tutto.
Ma in tutto questo c’è qualcosa che è molto più grave. Qualcosa che la teologia cristiana non ha preso sul serio. Mi riferisco al Mistero dell’Incarnazione. Che è l’evento dell’Umanizzazione di Dio. Dire che Dio si è incarnato in Gesù significa dire che “il divino” si è fuso con “l’umano”.
In cosa consisteva la novità di questo comandamento definitivo? Nel fatto che non vi si menziona neppure Dio.
Concludo con una domanda che ci costringe a pensare: se la cosa più importante e decisiva è il fatto che ci amiamo gli uni gli altri, le decisioni degli alti funzionari della Curia a Roma avranno più importanza, più peso e più valore dell’aspetto più elementare e fondamentale dell’amore, che è accettare e vivere l’uguaglianza di tutti nei nostri diritti più comuni, fondamentali ed elementari?»
Articolo pubblicato il 22.10.2020 nel Blog dell’Autore in Religión Digital (www.religiondigital.com)
di Josè Maria Castillo
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