
Non c’è niente da ridere. È questa la chiave di volta entro la quale al meglio si dispiega il nuovo spettacolo, portato in scena da Peppe Barra e Lalla Esposito. Torna a calcare le lignee tavole teatrali il maestro Peppe Barra e lo fa al Teatro Augusteo di Napoli con lo spettacolo “Non c’è niente da ridere” scritto in collaborazione con Lamberto Lambertini. Un’immersione nel continuo gioco delle parti della napoletanità: un tuffo nella tradizione fra costumi, maschere e musica. La musica è sempre la stessa, il maestro entusiasma e ad accompagnarlo in quest’opera ci saranno grandi musicisti come Giuseppe Di Colandrea, Agostino Oliviero, Antonio Ottaviano diligentemente orchestrati dalla guida musicale di Giorgia Mellone.
Ed è proprio questa la scenografia finale: il nostro punto d’arrivo. Come se tutto il nostro viaggio non avesse mai avuto altra destinazione. Vi si apre il sipario e ci ritroviamo a teatro, appropriandoci del punto di vista degli attori. Davanti a noi il sipario, le quinte, le luci ed i palchetti. Si ritorna tutti insieme a teatro. «Questo spettacolo sarà sicuramente una bella cosa perché finalmente si ricalcano le tavole del palcoscenico. Ci si diverte col pubblico e ci si emoziona… io spero» spiega Peppe Barra, intervistato dalla redazione di Magazine Informare in occasione della prima del suo spettacolo il 3 dicembre al Teatro Augusteo di Napoli.
Ci parla poi del suo indissolubile legame con la tradizione del teatro napoletano che assai fa sentire la propria voce all’interno di questo spettacolo. «C’è tutto. Tutta la tradizione del teatro napoletano è in questo spettacolo. Si parte dal ‘Caffè e Concerto’ fino alla pochade, alla farsa ed arriva fino alla commedia napoletana, con Pulcinella come protagonista. Ci sono poi tante sfaccettature un po’ più colte, tocchiamo infatti Inoesco, Salvatore Di Giacomo e tanti altri importanti autori napoletani».
Si è potuta ammirare la maestria dei protagonisti che con leggiadria si muovono, quasi danzando, da una scena ad un’altra regalando uno spettacolo di piacevolissima forma e virtù.
Un dolce gioco di forze come colore acceso su pietre d’incanto caratterizza il teatro napoletana che sempre cammina su d’un filo, quasi in punta di piedi, tra la risata ed il pianto, tra il volgare ed il sublime, fra la realtà e la finzione. «Tutto questo è ciò che stasera il pubblico vedrà» – conclude emozionato Peppe Barra correndo poi subito a prepararsi per lo spettacolo. Si va in scena.
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