«Ho due obbiettivi: far ridere e far riflettere». Esordisce così Pino Imperatore, maestro dell’umoristica napoletana e rappresentante della scrittura comica a livello nazionale. Dopo un passato da giornalista, nel 2001 Imperatore decide di dare una svolta comica alla sua carriera. Vince il in quello stesso anno per , fonda il laboratorio di scrittura comica unico in Italia, comincia numerose collaborazioni come con e e pubblica libri di grande successo. La sua impronta editoriale segue una direttrice ben precisa: quella di trattare tematiche attuali e importanti in modo da spingere i lettori e gli ascoltatori a riflettere. «»
“Allah, San Gennaro e i tre kamikaze” è il titolo del nuovo romanzo di Imperatore, che sta avendo una grande risonanza con già più di 30 presentazioni in tutta Italia. Come lascia ben capire il titolo, questa volta la tematica che analizza e su cui ironizza l’autore è il terrorismo. «In teoria uno potrebbe dire: come fai a far ridere parlando di terrorismo? Ho utilizzato l’ironia proprio per screditare su quanto i violenti, terroristi o criminali, siano stupidi nelle cose che fanno perché fanno del male a loro stessi e agli altri e non portano che al male e alla violenza stessa. Con il mio linguaggio cerco di far capire quanto questa violenza sia del tutto inutile e non porti a nulla».
Nel libro tre kamikaze arrivano a Napoli per progettare attacchi terroristici e scegliere i luoghi da colpire. Il problema è che sono costretti a scontrarsi con la napoletanità, con il modo di fare, l’invadenza e la religiosità dei napoletani e tutto questo farà incrinare le loro scelte. Non è un caso che il mese in cui si svolgono gli eventi è settembre, il mese di San Gennaro. «Mi sono posto una domanda: “e se venissero anche da noi?” L’ISIS è diventata più pericolosa perché cerca di radicalizzare i cosiddetti lupi solitari. Già è difficile intercettare gli attacchi figuriamoci trovare un soggetto che in poco tempo arriva a fare una scelta così estrema: uccidere ed uccidersi. Ho provato da napoletano a immaginare come potrebbero reagire i napoletani se si verificasse una situazione simile».
Imperatore sottolinea soprattutto la vivacità di Napoli che è in grado di coinvolgere chiunque. A Napoli persino una semplice conversazione tra estranei finisce col diventare teatro. Per questo motivo, gli autori napoletani hanno strada più facile. «Noi scrittori napoletani abbiamo le storie già a portata di mano. Girando nelle piazze o nei vicoli di Napoli, basta saper registrare mentalmente e poi saper raccontare. Io questo faccio. Osservo e poi riporto sulla carta i personaggi e le scene».
Grazie all’attività di Pino Imperatore che mira ad esportare la napoletanità sana e coinvolgente, l’Italia e il resto del mondo riescono a conoscere Napoli attraverso occhi e racconti genuini, che encomiano una tradizione che il resto del mondo può soltanto invidiare.
Tratto da Informare n° 177 Gennaio 2018
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