
Pomigliano d’Arco in pista con Kimi Raikkonen e Michael Schumacher
Flavio Cocciolo, originario di Pomigliano d’Arco, ha cominciato la sua esperienza in Ferrari nel 1998, assunto prima nel reparto di carrozzeria, poi in quello di gestione industriale. Successivamente è avvenuto il passaggio nel reparto di gestione sportiva, dove si è occupato di logistica; ha condotto per anni i tir Ferrari, diventando poi responsabile al rifornimento benzina e gommista di fiducia di Michael Schumacher.
Negli anni la sua collaborazione con il team di Maranello si è divisa tra gare e test pre-stagionali, occupandosi del montaggio box e muretto telemetria; ciò gli ha permesso in 10 anni di girare il mondo passando di paddock in paddock. La sua collaborazione con il Cavallino Rampante è terminata, per sua scelta, nel 2008, in occasione dell’ultimo mondiale vinto dalla Rossa con Kimi Raikkonen.
Flavio non ha però abbandonato la sua passione per i motori e per il mondo delle corse; per anni ha infatti seguito un giovanissimo pilota, dai kart alla formula 4, e che attualmente compete coi piloti più forti del globo. Il suo nome è Lance Stroll, attualmente pilota sotto contratto con Aston Martin in F1, e con un palmares che al momento conta 3 podi e una pole position nella massima categoria. Abbiamo avuto quindi l’occasione di confrontarci con Flavio e farci raccontare cosa si prova a vivere questo mondo così da vicino, tra bolidi, fenomeni, trionfi e sorprese.
«Schumacher è stato ed è un grande professionista, nonché un uomo eccezionale. In pista era rigoroso, non lasciava niente al caso, era il primo coinvolto e partecipe a preparare la
vettura. Un uomo gentile e generoso con tutti i membri della squadra, quando arrivava nei box aveva un saluto per tutti. Poneva fiducia in tutti i membri del team: ingegneri, meccanici e tecnici erano totalmente coinvolti».
«Il weekend di gara lo vivevo con grande ansia e preoccupazione, solo dopo la gara, soprattutto dopo una vittoria, ci si rilassava e festeggiavamo nei box».
«Ci sono tanti momenti belli e particolari, forse la vittoria del primo mondiale di Schumacher è stato il più bello, è stato il primo che ho vissuto da protagonista, oltre che da tifoso».
«Ricordo solo la tachicardia, il cuore a mille e poi una gioia immensa».
«Tra tutte, la Ferrari 2004: era più veloce della precedente addirittura di due secondi».
«Sicuramente ogni anno ha portato cambiamenti, prima c’erano molti test sia prima che
durante il mondiale, le nuove generazioni di piloti sono chiamate a preparazioni diverse, ora
si allenano più sui simulatori che in pista. Le vetture sono sottoposte ad uno sviluppo più di
statico».
«Lavorare in Ferrari mi ha lasciato tante cose, professionali e personali, come la capacità di lavorare in gruppo e di avere fiducia nei colleghi. Ho trovato molti amici e persone alle quali ancora oggi sono legato e che stimo molto. Ovviamente non da meno è stata la possibilità di vedere tanti Paesi del mondo e di aver fatto parte della scuderia più bella e importante della Formula Uno».
«Le trovo innovative, è ancora presto per vedere se le innovazioni saranno anche efficaci e vincenti. Di sicuro i primi risultati ottenuti dalla Ferrari fanno ben sperare per il futuro della stagione».
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE
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