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Pomigliano, Luigi Maiello: "La Camorra c'è ma è perdente"

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2 febbraio 20226 min di lettura

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Pomigliano, Luigi Maiello: "La Camorra c'è ma è perdente"

Le dichiarazioni del Comandante della Polizia Locale di Pomigliano d’Arco Luigi Maiello

Un vero e proprio atto intimidatorio quello che si è verificato nella notte di Capodanno a Pomigliano d’Arco, dove sono stati incendiati tre veicoli della Polizia Locale parcheggiati nel Comando. Da quel momento il territorio è stato particolarmente attenzionato con controlli serrati ed incrociati. Abbiamo incontrato il Comandante della Polizia Locale, Luigi Maiello, per fare il punto della situazione e analizzare quella che è la potenziale presenza della camorra nel comune vesuviano.

A che punto siamo con le indagini?

«Diciamo che è una situazione che mi preoccupa poco, ma gli sviluppi ci saranno. Purtroppo lavoriamo in territori particolari e sicuramente chi ha fatto questo gesto è qualcuno che ci conosceva. C’è la possibilità che l’atto sia stato commissionato perché purtroppo noi stiamo vivendo una campagna di odio. La dinamica è chiara: hanno scavalcato, sono entrati, hanno colpito prima la Mercedes, poi le altre vetture».

Ritiene sia stata una scelta quella di bruciare prima il veicolo confiscato?

«Il veicolo confiscato era sicuramente un simbolo, ma tutto il nostro parco auto è composto da veicoli confiscati, tanto è vero che già ce ne sono stati dati altri in sostituzione. Chi ha bruciato le macchine probabilmente è l’ultimo anello di una catena criminale, un gesto stupido che non ci ha per nulla indeboliti, anzi. Per la matrice dobbiamo aspettare, ma poco cambierà, li arresteremo, questo è certo. Chi afferma che qui a Pomigliano non ci sia la criminalità dice delle sciocchezze, perché ci sono delle inchieste giudiziarie, anche recenti, che hanno affermato la presenza di diversi clan; ci sono state condanne definitive per associazione mafiosa all’ex clan Foria, c’era un sistema criminale che operava nella 219, il clan Mascitelli, e anche lì sono stati effettuati diversi arresti. Dire che qui non c’è camorra è stupido e pericoloso. Questa è una cittadinanza evoluta, fatta di persone per bene, con un’economia florida, sicuramente avvantaggiata dall’influenza di tante persone che non erano del territorio e che hanno arricchito la nostra cultura, città che amo, ma, come sempre, ci sono cose belle e cose brutte. A me preoccupa più la camorra silenziosa, piuttosto che quella delle auto incendiate, preoccupa quell’area grigia della camorra, quei soggetti che manifestano la loro pericolosità senza armi, ma sanno utilizzare bene la legge e cercano di affermare i propri interessi camuffandoli con attività apparentemente legali. Quando delle organizzazioni vengono lasciate libere di crescere e di trasformarsi in un qualcosa di legale, allora diventa pericoloso, perché è difficile ricostruire il circolo del denaro sporco».

Perché la Polizia Locale si occupa di ciò?

«I cittadini non sanno che la Polizia Locale gestisce un flusso di informazioni tale che, se messo a rete, può creare grossi problemi ai sistemi criminali. Noi in questo momento svolgiamo un’attività che è sostanzialmente ordinaria, come quella del monitoraggio dell’edilizia, ed è un’attività che dà fastidio a molti. Non possiamo dire che ci siano sempre le mani della camorra, ma non possiamo nemmeno escluderlo; fatto sta che una delle ditte, che ha costruito qui e che abbiamo individuato, è gravata da interdittiva antimafia. La Polizia Locale grazie alla legge 121 del 1981 è autorizzata a fare tutto ciò e abbiamo il sostegno di molti, compresa la politica “sana”, mentre di altri soggetti non ne sentiamo la mancanza. Nelle nostre zone volere la normalità equivale ad essere dei rivoluzionari: la camorra, quella “mafizzata”, si è evoluta prima dello Stato ed avendo lavorato in diversi comuni sciolti, ritrovo puntualmente coinvolte edilizia, politiche sociali, funzionari e arresti di alcuni esponenti della Polizia Locale. Oggi però siamo più forti, lo Stato è più forte e deve vincere!».

L’Amministrazione è presente nella vostra lotta alla criminalità?

«La Polizia Locale non è la Polizia dell’amministrazione, noi ci occupiamo della sicurezza della città, ma sicuramente posso dire che c’è stato un cambio di registro con questa nuova amministrazione, un approccio diverso, senza voler screditare quelle precedenti, noi collaboriamo con tutti. Il Sindaco Del Mastro ci è molto vicino e purtroppo anche egli è stato oggetto di minacce, perché probabilmente nell’ignoranza credono che il Sindaco possa bacchettare o spostare il Comandante senza sapere che ciò non è possibile».

Avete ricevuto aiuti dopo i fatti di Capodanno?

«C’è tanta collaborazione, noi siamo 45.000 agenti in tutta Italia, si fa rete, si collabora sempre; nel momento in cui la notizia delle auto si è diffusa, ci sono arrivati aiuti e risposte da chiunque: il Comune di Bacoli ci ha mandato un veicolo, nonostante non ne avessero molti, il Comune di Somma ci ha lasciato l’auto direttamente fuori al comando, Napoli ci ha affidato un veicolo per 6 mesi, Marano e Giugliano si sono subito rese disponibili e in più la Procura ci ha consegnato altri veicoli confiscati. Di veicoli ne abbiamo in quantità industriale e i camorristi non hanno capito che questa guerra la stanno perdendo. Sono loro i veri nemici del popolo e non so con quale coraggio possano intraprendere strade del genere».

La Polizia Locale in queste settimane ha assegnato, con un affidamento diretto, gli interventi di manutenzione stradale ad una determinata società. In base a cosa avete preso questa decisione?

«Noi abbiamo la possibilità di affidare dei lavori direttamente a determinati soggetti con specifici requisiti, e in più possiamo usufruire della White List. Siccome qui ci siamo trovati dei lavori pubblici affidati addirittura a voce, e dato che sono responsabile dell’anticorruzione, ho redatto una circolare nella quale si indicavano due standard: 1) nel momento in cui un cittadino avesse voluto avviare un’attività, sarebbe stato sottoposto ad accertamento antimafia 2) nell’affidare lavori d’emergenza o meno, si sarebbero dovute preferire ditte in White list e, in caso di società a pari requisiti, si sarebbero dovute preferire quelle che hanno subìto estorsioni o minacce. A Pomigliano, come in tutti i comuni, c’è il “problema buche” ed era necessario un servizio di emergenza, quindi abbiamo scelto in comune accordo con la Prefettura e la FAI di Pomigliano, nella persona di Salvatore Cantone, un’impresa gestita da un testimone di giustizia, il quale ha fatto un lavoro eccellente, ed è una strada che ripercorreremo per altre occasioni. Probabilmente a qualcuno è venuto il mal di pancia, ma non è nulla di “straordinario”».

Che messaggio vuole lasciare ai nostri lettori e ai cittadini pomiglianesi?

«La camorra c’è, ma è perdente e i fatti lo dimostrano. Chi ha ruoli istituzionali però non può dire che addirittura non esiste, perché questo è pericoloso e significa che deve dar conto a qualcuno o che ha interessi personali, sempre in linea del tutto generica e senza riferimenti. Al cittadino dico che deve avere fiducia nello Stato, sempre».

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  • #Luigi Maiello
  • #polizia locale
  • #pomigliano d'Arco
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