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Ponte Lago Patria: un'odissea infinita

Redazione Informare
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6 novembre 20205 min di lettura

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Ponte Lago Patria: un'odissea infinita

Da ormai due anni la chiusura del Ponte di Lago Patria, tra il comune di Giugliano e quello di Castel Volturno, rappresenta una spina nel fianco per tanti cittadini e per molte attività commerciali.

Una chiusura che danneggia mobilità e commercio, oltre che decidere lo stato di isolamento di quella zona. La nostra redazione ritiene necessario accendere una luce su questa vicenda, ascoltando innanzitutto il presidente del Comitato Km.42 Giuseppe Miele, portavoce di un gruppo di cittadini riuniti per denunciare quest’emergenza: «Non è intervenuto nessuno.
Al di là del ponte (direzione Sud) si trovano tutti i servizi di cui quotidianamente il cittadino dovrebbe usufruire e in questa condizione siamo costretti a fare un giro lunghissimo per raggiungerli.
Il ponte è diventato inoltre un crocevia di illegalità, scooter e pedoni lo attraversano nonostante la chiusura, c’è spaccio di droga e il ponte viene talvolta utilizzato per nascondere refurtiva. L’unica responsabilità è del sindaco Petrella e di tutta la sua giunta, che non è in grado di far fronte ad alcun problema nelle periferie del paese. Mi chiedo allora se Petrella sia il sindaco di tutto il paese o solo del centro».

Abbiamo sentito il consigliere Vincenzo Riccardo, protagonista politico castellano che si è interessato direttamente della vicenda. Riccardo ha così ricostruito l’accaduto: «Il 15 giugno si è discusso della messa in sicurezza del ponte di Lago Patria e la delibera ha ricevuto parere negativo. Fu chiamato a riferire il dirigente comunale Fiorillo su quella proposta, che sollevò una serie di rilievi inopportuni ed infondati volti chiaramente a non far approvare la delibera».

Tale parere negativo non è stato motivato. Il 6 luglio, dopo 21 giorni, la giunta ha approvato quella stessa delibera senza modifica alcuna. Considerando che la faccenda del ponte era ed è di un’urgenza particolare, perché quella stessa delibera non è stata approvata il 15 giugno? Perché il parere negativo non è stato nemmeno motivato?
Secondo lei perché tutto ciò? «Credo che ci sia stato da parte di alcuni, non escluso il sindaco, la convinzione che il mio impegno, riconosciuto dai cittadini, andasse a minimizzare l’operato dell’amministrazione, insomma gelosie infantili. Quindi ecco spiegato lo slittamento dei lavori a giugno: adesso dobbiamo confrontarci con un nuovo codice degli appalti, e nel frattempo le attività commerciali chiudono in quella zona. Io mi unisco i alla denuncia del comitato che ritengo legittima e motivata».

Com’è possibile che una delibera tanto urgente sia stata bocciata per poi essere approvata 21 giorni dopo esattamente identica a quella bocciata?
Com’è possibile che le motivazioni del parere negativo non siano state messe agli atti? Lo abbiamo chiesto al primo cittadino di Castel Volturno Luigi Petrella: «C’erano perplessità da parte degli assessori concernenti la copertura finanziaria e la competenza dell’approvazione del progetto, per questo è stata rimandata la delibera. In seguito furono chiariti questi punti da parte dell’assessore ai lavori pubblici, si ebbero rassicurazioni da parte di Fiorillo e la delibera fu approvata. Non ci sono altre motivazioni, se non di natura tecnica e conoscitiva».

In merito alla mancata motivazione della delibera, Petrella si è così espresso: «A Fiorillo fu chiesto se l’atto fosse di natura gestionale o se dovesse essere approvato direttamente dalla Giunta: è stato chiarito che doveva passare direttamente in Giunta; inoltre specificò che c’erano le disponibilità in bilancio, ed ecco che è stata approvata. Le cose non si fanno a dispetto dei cittadini: il consigliere Riccardo era in maggioranza ma ha agito a carattere personale come corpo estraneo all’amministrazione, e confonde il rinvio per bocciatura. Io sto qui a fare gli interessi della cittadinanza. Abbiamo approvato il bilancio il 21 ottobre, senza quel bilancio non si sarebbero potuti avviare i lavori. Potevamo ancora aspettare, ma ho affrettato i tempi. Il bando lo porterà avanti direttamente l’ufficio, e a seguito ci sarà la gara per l’assegnazione. Non posso dare tempistiche esatte, ma per l’anno nuovo dovrebbero iniziare i lavori».

Insomma, il sindaco ha dato le sue motivazioni di natura tecnica, ma nel comitato restano ancora tanti interrogativi. A questo clima di rabbia e delusione si aggiunge un particolare interessante svelatoci dall’ex assessore con deleghe allo sviluppo economico, lavori pubblici e SUAP Giuseppe Scialla: «Ho dato notizia all’ufficio comunale competente di un bando regionale che sembrava fatto ad hoc per il ponte di Lago Patria, era un bando del MiBACT che avrebbe permesso l’abbattimento e la ricostruzione del ponte con fondi ministeriali. Anche il dirigente comunale Fiorillo era del mio stesso parere, ma purtroppo gli sono state affidate un migliaio di altre piccole questioni che gli hanno occupato tutto il tempo necessario per seguire e portare a termine la partecipazione al bando. Ovviamente il comune non ha mai partecipato e oggi il bando è ampiamente scaduto».

Ma oltre il danno anche la beffa: «La cosa grave – spiega Scialla – è che il comune di Castel Volturno ha approvato a marzo una delibera riguardante il progetto di abbattimento e costruzione del ponte di Lago Patria, quindi il progetto già c’era. Bastava inserire il progetto già esistente e avremmo vinto un bando che ci avrebbe permesso di intervenire sul ponte con fondi ministeriali.
Oggi il comune ha un progetto di 5 milioni di euro, non ha i fondi per realizzarlo e nel frattempo hanno fatto un buco di 470mila euro per la riapertura parziale del ponte. Ricordo che questa riapertura sarà sottoposta a visita periodica poiché laddove il traffico veicolare dovesse danneggiare ulteriormente il ponte, quest’ultimo verrà richiuso. Quindi, paradossalmente, c’è il rischio che si spendano tutti questi soldi per poi tornare ad una nuova chiusura».

In sintesi: il ponte attraverso un intervento straordinario con i fondi del comune (470mila euro) permetterà unicamente un’apertura parziale mentre, per un recupero totale, c’è un progetto di 5 milioni di euro che dev’essere ancora finanziato.

di Daniela Russo

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°211
NOVEMBRE 2020

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  • #Giuseppe Miele
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  • #Luigi Petrella
  • #ponte lago patria
  • #Vincenzo Ricciardo
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