

-l’obiettivo di sviluppo sostenibile n. 14 delle Nazioni Unite richiama l’attenzione sulle minacce rappresentate dall’inquinamento marino e da quello da sostanze eutrofizzanti, dall’esaurimento delle risorse e dai cambiamenti climatici, tutte principalmente dovute alle azioni umane. Tali minacce esercitano un’ulteriore pressione sui sistemi ambientali quali la biodiversità e l’infrastruttura naturale, creando nel contempo problemi socioeconomici globali, compresi rischi per la salute e la sicurezza e rischi finanziari. L’Unione deve adoperarsi per proteggere le specie marine e sostenere le persone che dipendono dagli oceani in termini di occupazione, risorse o attività ricreative.
-la convenzione internazionale per la prevenzione dell’inquinamento causato da navi («convenzione MARPOL») stabilisce i divieti generali relativi agli scarichi delle navi in mare, ma disciplina altresì le condizioni alle quali alcuni tipi di rifiuti possono essere scaricati nell’ambiente marino e prescrive che le parti contraenti garantiscano la fornitura di adeguati impianti portuali di raccolta.
-gli obblighi della norma non si applicano ai porti turistici, ma comunque, vanno fatte le dovute valutazione sui siti di stoccaggio e la necessità di non pesare sulla gestione dei rifiuti urbani dell’ente locale.
-nonostante tali sviluppi normativi, gli scarichi dei rifiuti in mare continuano a verificarsi, comportando costi ambientali, sociali ed economici significativi. Ciò è dovuto a una combinazione di fattori, tra cui l’assenza in alcuni porti di impianti portuali di raccolta adeguati, un’applicazione spesso insufficiente della normativa e la mancanza di incentivi al conferimento dei rifiuti a terra.
In verità, le indicazioni e raccomandazioni europee, in Italia sono già state messe effettivamente in pratica dal progetto Arcipelago Pulito, iniziato per la prima volta in Toscana e che ha visto coinvolti una cooperativa di pescatori di Livorno e alcuni pescherecci impegnati nella raccolta della plastica che galleggia o si deposita sui fondali.
A novembre del 2019 si sono aggiunte Viareggio, Porto Santo Stefano, Porto Ercole, Castiglione delle Pescaia e Piombino.
In sei mesi raccolti circa 18 quintali di rifiuti. Affinché tutto continui con maggior vigore nel resto d’Italia è necessario portare a termine il disegno di legge “Salvamare” che è tutt’ora in corso di esame di commissioni dal 18 febbraio 2020.
Per saperne di più:
www.eur-lex.europa.eu/eli/dir/2019/883/oj
di Angelo Morlando
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°206
GIUGNO 2020
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