
Il giovane talento campano Gabriele Esposito, reduce dall’esperienza di qualche anno fa ad “X FACTOR” e dai suoi palchi naturali, quelli “su strada”, è tornato sulle scene musicali. E lo ha fatto con un nuovo singolo, dal titolo “Post Malore”, che rappresenta l’inizio di un nuovo percorso. Una vera e propria svolta per Gabriele che ha deciso di passare dai pezzi scritti in inglesi, quali “Tonight”, “Part Time Lover” e “Broke(n)” a quelli in italiano. “Post Malore” è un brano, dalle influenze urban, che celebra la vita e l’amore, in tutte le sue forme. Del brano e dell’attuale progetto ne abbiamo parlato proprio con Gabriele.
«L’esperienza televisiva mi ha dato lo start iniziale. Ho fatto musica da quando ero piccolo, in cameretta; suonavo in qualche piccolo locale, non avevo idea del contesto generale musicale italiano. Ho ascoltato tanta musica internazionale, scritto in inglese e portato, in lingua, l’inedito ad X FACTOR. Quella esperienza mi ha portato fino al punto in cui sono adesso. Ho deciso di scrivere in italiano, nel mondo in cui sento di esprimermi al meglio. Per tanto tempo ho scritto in lingua, perché mi piaceva e mi riusciva più facilmente. Il progetto si trova adesso ad un punto della vita in cui mi sento nel momento giusto per dire cose che veramente sento dentro. “Post Malore” ne rappresenta il primo tassello. Sarò impegnato, prossimamente, in pezzi in italiano e in napoletano, che mi permettono di essere ancora più me stesso. Avevo già la musica dentro ma non pensavo di andare fino in fondo a questa storia. Suonavo sì nei locali, però l’esperienza di X FACTOR mi ha fatto uscire dal piccolo paese portandomi al confronto con una realtà più grande. Mi ha dato un posto, un obiettivo che sto ancora perseguendo, anche dopo il termine del programma».
«“Post Malore” è stato scritto prima dell’inizio della pandemia. Nel pezzo troviamo una analogia con quella che è stata, poi, la grande metafora di questo periodo e cioè che tutti noi, guardandoci dentro, ci siamo chiesto su cosa stessimo investendo. Il pezzo parla della sensazione di lasciarci alle spalle le negatività».
«Il mio paese, e in generale Napoli, per me rappresentano un grande palcoscenico. Il modo di vivere le emozioni l’ho riscontrato solo nei miei conterranei, non in altre regioni».
«Il miglior modo di usare i social, al di là del marketing, è essere se stessi. Sembra scontato, ma è la realtà. I fan vogliono vedere il lato quotidiano. Non bisogna trattare la musica e i social in maniera differente. Ci vuole costanza nei social per arrivare alle persone. Consiglio di non creare barriere e guardarsi più nella vita quotidiana per poi rifletterlo sui social. Mi manca molto suonare live, soprattutto con la band: è questo il mestiere del cantante. Ho suonato in strada, che è un palco che amo e amerò per sempre. È una sorta di palestra: mi sento sempre a casa, nonostante sia a suonare in posti diversi. Il palco ce lo creiamo».
di Giovanni Iodice
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