
Il Prof. Pasquale Sansone è Professore Associato di Anestesia e Rianimazione presso il Dipartimento della Donna, del Bambino e di Chirurgia Generale e Specialistica dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, è Responsabile per la Campania e per l’Italia Meridionale di SIAARTI, la Società Italiana degli Anestesisti e Rianimatori, inoltre delegato europeo presso la World Federation of Societies of Anesthesiologists (WFSA).
Di seguito l’intervista, in un momento storico, tra i più difficili, che la Sanità Italiana e mondiale sta vivendo a causa del Covid-19.
«In questi mesi, dall’inizio dell’emergenza sanitaria, ci siamo abituati a vedere tutti i medici e gli operatori sanitari, intrappolati in tute inconsuete e costrittive, dispositivi insostituibili di prevenzione dal Covid-19; purtroppo si lavora con molto disagio in turni massacranti, indossando tute e mascherine per gestire spesso emergenze respiratorie di pazienti che vanno intubati ed assistiti nella respirazione.
Non è per niente semplice, dimenticare il lavoro della giornata e i segni della sofferenza impressa sul volto dei pazienti».
«Per fortuna il nostro Paese e il nostro Sistema Sanitario hanno dimostrato di poter sostenere la prima ondata pandemica e inoltre, la seconda, ancora in corso, sta mettendo di nuovo sotto stress gli Ospedali e le Reti regionali; purtroppo senza responsabilità dei singoli e senza cautele non c’è Sistema Sanitario che possa reggere. I numeri sono altissimi e invito tutti a rispettare le regole del distanziamento».
«La professionalità degli Anestesisti Rianimatori, degli altri Specialisti e di tutti gli operatori sanitari è stata ben evidente e continua ad essere protagonista anche durante questa seconda ondata, che era attesa, ma ci ha investiti con una violenza straordinaria; ricercarne le causa al momento è inappropriato, curare e risolvere il problema oggi, invece, è obbligatorio».
«Assolutamente sì. La progressione della pandemia in questi mesi ci ha insegnato che i giovani non sono immuni dalla malattia e che il Covid non è solo un problema degli anziani. I colleghi dell’Harvard Medical School hanno recentemente dimostrato che negli Stati Uniti sono stati ricoverati in 3 mesi, circa 3200 giovani per COVID e ben 88 sono morti.
Inoltre, posso testimoniare le gravi condizioni di soggetti poco più che ventenni che sono stati ricoverati in terapia intensiva per polmonite e insufficienza respiratoria severa, tanto da minacciare seriamente la vita».
«La SIAARTI è la Società Scientifica nazionale degli Anestesisti e Rianimatori; attraverso la produzione di Raccomandazioni e di Buone Pratiche Cliniche è l’Organismo che maggiormente ha affiancato le Istituzioni e gli Anestesisti Rianimatori nella gestione e nel trattamento dei pazienti gravi, ricoverati in terapia intensiva e in subintensiva per COVID. In sintesi, grazie al nostro lavoro di questi mesi in SIAARTI, oggi sappiamo offrire cure migliori e ci sentiamo più sicuri nella lotta contro il COVID 19».
«Non appena un vaccino, con elevato profilo di sicurezza, sarà disponibile, assisteremo ad una campagna di vaccinazione che riguarderà tutta la società e ognuno sarà tenuto a vaccinarsi. Anche dopo aver sconfitto il COVID ci si può riammalare, il titolo anticorpale tende a diminuire nel tempo e in pochi mesi si è di nuovo esposti alla possibilità di contrarre il virus.
I vaccini sono una conquista della Ricerca e del progresso; non dimentichiamo che malattie, fino a poco tempo fa mortali sono state debellate grazie ai vaccini. Vaccinarsi è segno di intelligenza».
di Anna Copertino
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