
Secondo la classifica stilata dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre sulla base di una elaborazione dei dati Istat e delle previsioni Prometeia, a livello territoriale le 10 province più interessate dall’aumento della disoccupazione saranno Napoli (+5.327 unità), Roma (+5.299) e Caserta (+3.687), mentre saranno relativamente poche le realtà che vedranno diminuire il numero dei senza lavoro. Si segnala, in particolare, Perugia (-741), Lucca (-864) e Milano (-1.098).
Le stime diffuse dalla Cgia fa sapere che i comparti manifatturieri, specie quelli energivori e più legati alla domanda interna, potrebbero subire dei contraccolpi occupazionali, mentre le imprese più attive nei mercati globali tra cui quelle che operano nella metalmeccanica, nei macchinari, nell’alimentare-bevande e nell’alta moda saranno meno esposte. Secondo gli esperti, anche i trasporti, la filiera automobilistica e l’edilizia potrebbero accusare il colpo.
Gli ultimi dati presentati dall’Istat presentano un quadro che fa riflettere: dal febbraio 2020 (mese pre Covid) fino a ottobre 2022 (ultimo dato disponibile), i lavoratori indipendenti sono scesi di 205 mila unità, mentre i lavoratori dipendenti sono aumentati di 377 mila. Tra questi ultimi registriamo, in particolar modo, l’incremento del numero degli occupati con un contratto a tempo determinato.
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