
Un’istanza formale di tutela del Parco Reale della Reggia di Caserta e della fauna selvatica nidificante è stata indirizzata alla Direzione del complesso monumentale, alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento e al Consiglio di Amministrazione della Reggia.
Il documento, datato 28 febbraio 2026, richiama l’attenzione sulla salvaguardia del patrimonio botanico del Parco, con particolare riferimento alla storica “Quinta dei Lecci” lungo la Via d’Acqua. Le associazioni firmatarie sottolineano che le essenze arboree e vegetali che compongono gli ambienti seminaturali non costituiscono semplici elementi ornamentali, ma un ecosistema complesso caratterizzato da un equilibrio tra specie viventi. Secondo quanto riportato, interventi antropici non pianificati o intempestivi potrebbero determinare alterazioni ecosistemiche irreversibili, con effetti sull’intero territorio circostante.
Nel testo si evidenzia che l’attuale stagione biologica coincide con il periodo di nidificazione dell’avifauna. Osservazioni sul campo avrebbero confermato l’avvio della fase di cova da parte di diverse specie, tra cui merli, tortore, scriccioli, capinere e colombacci.
Le associazioni richiamano quindi il rispetto della normativa vigente, citando la Legge n. 157/1992, che tutela la fauna omeoterma e vieta la distruzione o il danneggiamento di nidi e uova, nonché il disturbo della fauna durante il periodo riproduttivo. Viene inoltre menzionata la Direttiva 2009/147/CE, nota come Direttiva Uccelli, recepita a livello nazionale, che prevede la protezione degli habitat e delle specie nei periodi di maggiore vulnerabilità.
Alla luce di tali riferimenti normativi, nel documento si afferma che eventuali interventi di potatura o manutenzione straordinaria, qualora non strettamente necessari per motivi di incolumità pubblica o per la mitigazione di pericoli imminenti e documentati, dovrebbero essere sospesi fino al termine della stagione di nidificazione, indicata come coincidente con la fine di settembre.
L’istanza è sottoscritta da numerose associazioni attive sul territorio, tra cui LIPU ODV – Sezione di Caserta, Legambiente Caserta, FIAB-Caserta in Bici, Movimento Azzurro Campania, GUFI-Gruppo Unitario Foreste Italiane, STOP BIOCIDIO, Ass. per la sentenza CEDU e altre realtà associative locali e nazionali. Referente indicato nel documento è Matteo Palmisani.
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